Ricongiungimento familiare per i beneficiari di protezione internazionale

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Che cos’è il Ricongiungimento familiare?

È una procedura che ti permette di far venire in Italia i tuoi
familiari in modo legale e sicuro.

Puoi richiedere il ricongiungimento con i seguenti familiari:

  • coniuge (il marito o la moglie) non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni, o partner unito civilmente (in Italia o all’estero), straniero e non residente in Italia;
  • figli minori naturali, adottati, affidati, sottoposti a tutela, anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, se esistente, abbia dato il suo consenso;
  • figli maggiorenni a carico, nel caso che per valide ragioni, non possano provvedere ai propri bisogni essenziali e siano invalidi totali;
  • genitori a carico fino ai 65 anni, nel caso che non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza;
  • genitori a carico con più di 65 anni, nel caso che abbiano anche altri figli ma impossibilitati al loro sostentamento per documentati e gravi motivi di salute.

Se hai meno di 18 anni e sei solo, separato dai tuoi genitori o da altri familiari che si prendono cura di te, e sei stato riconosciuto rifugiato in Italia, hai il diritto di ricongiungerti con i tuoi genitori a prescindere dalla loro età e dalla loro condizione.

Per far richiesta di ricongiungimento familiare servono:
  • il permesso di soggiorno: deve essere in corso di validità oppure in fase di rinnovo. In questo caso, la richiesta deve essere stata effettuata entro 60 giorni dalla scadenza;
  • il passaporto o il documento/titolo di viaggio (se disponibile);
  • la documentazione attestante i rapporti di parentela, la minore età e lo stato di famiglia (se disponibile).
In quanto titolare di protezione internazionale non ti sono richiesti i requisiti di reddito ed idoneità alloggiativa, previsti per gli altri cittadini stranieri extracomunitari.
La procedura prevede due passaggi: la richiesta del Nulla Osta presso lo Sportello Unico Immigrazione della Prefettura competente e a seguire la richiesta del visto presso la rappresentanza italiana all’estero.
Per chiedere il Nulla Osta, devi:
  • ottenere una identità digitale SPID (puoi farlo presso gli sportelli delle Poste Italiane);
  • acquistare una marca da bollo da 16,00 euro;
  • accedere, grazie all’identità SPID all’area del sito www.nullaostalavoro.dlci.interno.it, compilare online la modulistica e inserire il numero della marca da bollo in tuo possesso;
Quindi, sarai convocato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione del tuo luogo di dimora e dovrai portare i seguenti documenti:
  • originale della marca da bollo i cui estremi sono stati indicati nella domanda;
  • un’altra marca da bollo da 16,00 euro da apporre sul Nulla Osta;
  • il tuo permesso di soggiorno e la fotocopia;
  • la fotocopia dei documenti dei familiari da ricongiungere (se disponibili).

Per l’accertamento del rapporto di parentela potrai portare il certificato cumulativo di stato di famiglia e residenza (anche sotto forma di autocertificazione).

Una volta ottenuto il Nulla Osta devi inviarlo in originale al familiare da ricongiungere il quale deve presentarsi alla Rappresentanza diplomatica italiana competente per richiedere il visto, che nel frattempo lo ha ricevuto telematicamente dallo Sportello Unico.

Riceverai inoltre una comunicazione scritta con il numero telefonico dello Sportello Unico al quale rivolgerti per fissare la successiva convocazione del tuo familiare. Infatti, da

Se farai tutto in maniera corretta e la domanda verrà accettata, entro 90 giorni dalla data di presentazione avrai il Nulla Osta per procedere al ricongiungimento familiare. Se per qualche motivo la richiesta di Nulla Osta non verrà accettata ma tu ritieni di averne diritto, potrai fare ricorso presso il Tribunale ordinario (Sezione Specializzata) del luogo di residenza.
La legge prevede che il visto sia rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta, ma i tempi potrebbero essere più lunghi.

A cura di Caritas Italiana, Consorzio Communitas e Unhcr – Per maggiori informazioni visita: http://ricongiungimento.it/

Nuovo DPCM: le restrizioni per zone

Aggiornato al: 01/03/2021 × Rimuovi avviso Di seguito le tre aree di criticità dell’Italia e le principali misure restrittive previste dal DPCM. AREA BIANCA Sardegna;