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Borse di studio per studenti rifugiati – Master in Risorse Umane

ISTUD e Università Cattolica di Milano, con il sostegno dell’Istituto G. Toniolo, hanno istituito due Borse di Studio del valore di  12.000 Euro lordi ciascuna, a copertura dei costi di partecipazione al Master universitario di I livello “Risorse Umane e Organizzazione” a.a. 2022-2023, riservate a due studenti con status di Rifugiato (o titolari di protezione sussidiaria, internazionale o temporanea).

Il Master in Risorse Umane e Organizzazione, giunto alla sua XXVIII edizione, accreditato ASFOR – Associazione Italiana per la Formazione Manageriale, in partenza il prossimo 14 novembre, ha come obiettivo quello di formare professionisti dello human resource management in grado di inserirsi con efficacia nella selezione, formazione, valutazione e sviluppo organizzativo, comunicazione interna, e nelle diverse professioni collegate alla gestione delle risorse umane in azienda.

Per ciascuna borsa di studio, oltre alla copertura dell’intera quota di partecipazione al Master è previsto un ulteriore contributo forfettario di  6.000 Euro lordi, che sarà erogato in 6 tranche mensili, a sostegno delle spese di viaggio, vitto e alloggio.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda di ammissione alla Borsa  tutti i candidati in possesso di:

  • status di rifugiato o titolare di protezione internazionale o titolare di protezione sussidiaria o beneficiario di protezione temporanea (secondo quanto disposto dal DPCM del 28 marzo 2022, in merito alle misure di protezione temporanea per le persone provenienti dall’Ucraina in conseguenza degli eventi bellici in corso).
  • titolo di studio universitario
  • buona conoscenza dell’italiano
  • buona conoscenza dell’inglese
Scadenza

Le domande vanno presentate entro il 14 ottobre 2022, tramite posta elettronica (area_giovani@istud.it),

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Corso di IT Support & Cyber Security per 200 rifugiati e migranti

Fondazione Italiana Accenture annuncia l’avvio del primo lotto del programma di formazione e tutoraggio per 200 rifugiati e migranti con il corso di IT Support & Cyber Security.

Il programma prevede teoria, pratica e soft skills combinati in un’esperienza innovativa, intensiva e flessibile, senza alcun costo per i partecipanti.

Durata: 3 mesi

Le iscrizioni sono aperte fino al 4 settembre.

Il corso di formazione è realizzato da AcademyRapido & ICT Legal Consulting, offerto da Fondazione Italiana Accenture e Accenture Italia, con certificazione professionale #GoogleIT support inclusa. Altri partner si stanno unendo per sostenerla!

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Powercoders: l’accademia di programmazione informatica per rifugiati

Powercoders, l’accademia di programmazione informatica per rifugiati, è un corso di formazione orientato a formare figure lavorative come: Full-Stack Web-Developer, UX/UI designer e Digital Product Owner, Front-end Developer e Back-end Developer.

I linguaggi di programmazione e le tecnologia studiate durante il corso sono:

● Bash Terminal
● Git – Github
● Basi di programmazione con Javascript
● Programmazione ad Oggetti con Javascript
● Database e strutture dati con SQL, Sequelize e Mongoose
● Design con Figma (UX/UI)
● Basi di programmazione frontend con JS, HTML, CSS
● Programmazione Backend con Node Js
● Programmazione Frontend con React Js
● Realizzazione MVP progetto finale

Durante il corso di formazione gli studenti saranno costantemente a contatto con le aziende partner per la futura selezione ed inserimento in stage lavorativo.

A seguito della selezione è previsto un percorso di inserimento assistito in cui vengono approfondite le tecnologie specifiche e le metodologie di lavoro richieste dall’azienda.

Durata del corso:  3 mesi + 1 mese di preparazione (introduzione ai linguaggi utilizzati)

Orari: 5 giorni settimanali (Full-time), indicativamente:
Dal lunedì al venerdì 9.00-13.00 e 14.00-18.00

Conoscenze richieste:

●  Attitudine al ragionamento logico
●  Tanta motivazione e disponibilità full time
●  Conoscenza base utilizzo computer con sistema operativo Windows/Mac OS/Linux
●  Buona conoscenza dell’utilizzo di editor di testo come Word/Google Docs
●  Ottima conoscenza lingua inglese (parlata e scritta)
●  Conoscenza base lingua Italiana con propensione a studiarla ed impararla.

Non sono richieste conoscenze pregresse sulla programmazione.

Il corso è gratuito. Sarà previsto per ogni studente un accordo di Income Sharing Agreement tramite il partner Talents Venture. L’ accordo verrà attivato solo quando lo studente raggiungerà determinati vincoli salariali minimi.

Per informazioni contattare:
Social Lead Camilla Guerrato: info.italia@powercoders.org
Project Manager Francesco Ecclesie: francesco.ecclesie@powercoders.org

Deadline Iscrizioni: 12 settembre

Per ulteriori informazioni: https://powercoders.org/country/italy/

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Bando 100 borse per rifugiati

Bando 100 borse per rifugiati Ministero Interno – CRUI a.a. 2022/23

Online fino al 31 agosto 2022 il bando per 100 borse di studio a studenti con protezione internazionale, per l’accesso a corsi di laurea, laurea magistrale e dottorato di ricerca senza borsa presso le università italiane.

L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Interno e dalla CRUI, con la partecipazione dell’ANDISU, ha l’obiettivo di sostenere il diritto allo studio di giovani studenti meritevoli, titolari di protezione internazionale, costretti ad interrompere il percorso di studi avviato nel Paese d’origine.

Bando per l’assegnazione di 100 annualità di borse di studio a studenti con protezione internazionale (IT)
Call for applications 100 scholarships for students with international protection (EN version)

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Fondo Innovazione per organizzazioni guidate da rifugiati

Refugee-led Innovation Fund

La tua organizzazione è guidata da rifugiati? Avete un’idea o un progetto innovativo? Fate domanda al Refugee-led Innovation Fund per ricevere finanziamenti e supporto per realizzare il vostro progetto!

Le candidature sono aperte fino al 17 luglio 2022.

Per informazioni: https://www.unhcr.org/innovation/refugee-led-innovation-fund/

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FAQ – Permesso di soggiorno

È un documento rilasciato dalle autorità italiane che attribuisce allo straniero il diritto di soggiorno sul territorio dello Stato. Può essere di durata variabile.

Il permesso di soggiorno deve obbligatoriamente essere richiesto entro otto giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio italiano. Il ritardo è giustificato solo per cause di forza maggiore. Il permesso di soggiorno non va richiesto nei casi di ingresso e soggiorno in Italia per visite, affari, turismo e studio di durata non superiore ai tre mesi per i quali è sufficiente la dichiarazione di presenza

Come richiedere il primo permesso di soggiorno per motivi di lavoro o ricongiungimento familiare?

Se il cittadino straniero entra in Italia per motivi di lavoro o ricongiungimento familiare e sta richiedendo il primo rilascio del permesso di soggiorno, dovrà recarsi presso lo Sportello Unico Immigrazione (SUI) della Prefettura competente (qui la mappa), sempre entro otto giorni dall’ingresso. La richiesta di appuntamento può essere fatta tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), allegando copia del visto e del timbro d’ingresso. Seguirà la convocazione della persona straniera al SUI per:

  • presentare la documentazione originale richiesta;
  • ritirare l’apposito kit postale;
  • per cittadini tra i 16 e i 65 anni, firmare accordo d’integrazione (leggere Faq specifica)

Se il cittadino straniero entra in Italia per motivi di lavoro o ricongiungimento familiare e sta richiedendo il primo rilascio del permesso di soggiorno, dovrà recarsi presso lo Sportello Unico Immigrazione (SUI) della Prefettura competente (qui la mappa), sempre entro otto giorni dall’ingresso. La richiesta di appuntamento può essere fatta tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), allegando copia del visto e del timbro d’ingresso. Seguirà la convocazione della persona straniera al SUI per:

  • presentare la documentazione originale richiesta;
  • ritirare l’apposito kit postale;
  • per cittadini tra i 16 e i 65 anni, firmare accordo d’integrazione (leggere Faq specifica)

Se si chiede il rilascio di altre tipologie di permesso di soggiorno per: 

  • attesa occupazione; attesa riacquisto cittadinanza; protezione internazionale; conversione permesso di soggiorno; famiglia; lavoro autonomo; lavoro subordinato; lavoro casi particolari; lavoro subordinato-stagionali; missione; motivi religiosi; residenza elettiva; status apolide (rinnovo); studio (permesso di lunga durata); tirocinio formazione professionale; carta blu UE; aggiornamento permesso di soggiorno (indirizzo, passaporto, stato civile, inserimento figli)

vanno presentate dall’interessato presso gli Uffici Postali abilitati, utilizzando l’apposito kit disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati ed i Comuni abilitati.

La richiesta di rilascio va invece presentata direttamente alla Questura nei casi di permesso per motivi di:

  • richiesta protezione internazionale; protezione sussidiaria; 1° rilascio protezione internazionale; cure mediche; gara sportiva; giustizia; integrazione minore; invito; minore età; familiari (in caso di permesso rilasciato allo straniero non espellibile ex art. 19 T.U.); umanitari; status apolidia; vacanze lavoro, e in ogni altro caso non esplicitamente menzionato.

È necessario presentare, in via generale, i propri documenti di identificazione (es. passaporto) e i documenti specifici previsti dalla tipologia di permesso di soggiorno richiesto. Per maggiori informazioni, si consiglia di rivolgersi ad un ufficio postale abilitato, in Questura, a un patronato o a un Comune abilitato.

La Questura trattiene una copia di tutti i documenti. Un’altra copia verrà, invece, consegnata come ricevuta.

Attenzione: al momento della presentazione della pratica allo sportello postale, lo straniero riceverà una comunicazione di convocazione nella quale sarà indicato il giorno in cui dovrà presentarsi in Questura munito di fotografie e sarà sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici (impronte digitali).

I documenti da presentare sono:

  • marca da bollo di 16 euro;
  • versamento, tramite relativo bollettino prestampato (PSE), la cui ricevuta deve essere allegata alla domanda, 30,46 euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico;
  • versamento tramite bollettino disponibile presso gli uffici postali, un contributo compreso tra i 40 e i 100 euro in base tipologia ed alla durata del permesso richiesto.

Attenzione: sono esentati dal versamento del contributo:

  • i minori di anni 18;
  • figli minori anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio;
  • chi ha un permesso di soggiorno per cure mediche;
  • cittadini stranieri che richiedono il rilascio o il rinnovo del permesso per richiesta e rilascio di protezione internazionale;
  • richiedenti la conversione di un titolo di soggiorno in corso di validità;
  • richiedenti l’aggiornamento del titolo di soggiorno;
  •  i familiari di cittadini comunitari che soggiornano ai sensi del D. Lgs. 30/2007.

La durata del permesso di soggiorno rilasciato è pari a quella del visto di ingresso, se previsto, e comunque per:

lavoro subordinato con contratto a tempo indeterminato

massimo 2 anni;

lavoro subordinato con contratto a tempo determinato

pari alla durata del rapporto o al massimo 1 anno;

lavoro autonomo

massimo 2 anni

lavoro stagionale

massimo 9 mesi (a prescindere dal settore lavorativo);

attesa occupazione

almeno 1 anno, ovvero per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito eventualmente percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore (L. 92/2012);

studio e formazione

1 anno rinnovabile;

familiari

come per il familiare titolare del diritto al ricongiungimento, o al massimo 2 anni;

richiesta protezione internazionale

6 mesi, rinnovabili di 6 mesi in 6 mesi fino al completamento della procedura;

protezione internazionale (status e sussidiaria)

5 anni

protezione speciale

2 anni

casi speciali

6 mesi e rinnovabile per 1 anno o più a lungo;

permesso per calamità

6 mesi

permesso per atti di particolare valore civile

2 anni

volontariato

di norma 1 anno o al massimo 18 mesi

ricerca scientifica

pari a quella del programma di ricerca (D. Lgs. 17/2008)

Il rinnovo del permesso di soggiorno va richiesto (tramite gli uffici postali o alla Questura, a seconda dei motivi del rinnovo) almeno 60 giorni prima della scadenza. Tale termine è meramente indicativo, e in caso di inosservanza non è prevista un’immediata sanzione. Viene invece considerato irregolare lo straniero con permesso di soggiorno scaduto da più di 60 giorni, senza che ne sia stato richiesto il rinnovo.

In caso di richiesta di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno la persona può contare sulla piena legittimità del soggiorno e svolgere attività lavorativa a condizione che:

  • la richiesta sia stata presentata prima della scadenza del permesso, o entro sessanta giorni dalla scadenza dello stesso;
  • sia stata rilasciata dal competente ufficio la ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rilascio o di rinnovo del permesso.

In questa fase si può, quindi, iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale, rinnovare la Carta di identità scaduta, fare un cambio di residenza, godere delle prestazioni previdenziali, prendere la patente di guida, ecc.

Il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato se si è interrotto il soggiorno in Italia, permanendo all’estero, per un periodo continuativo superiore a 6 mesi, o superiore alla metà del periodo di validità del permesso di soggiorno, a meno di gravi motivi (servizio militare e simili). Il rinnovo del permesso di soggiorno viene, inoltre, rifiutato in mancanza dei requisiti stabiliti dalla legge per il rilascio.

studio, tirocinio o formazione
Prima della sua scadenza in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro nell’ambito delle quote stabilite dal decreto flussi. Se non convertito, può comunque essere utilizzato per lavorare nei limiti delle 20 ore settimanali.

lavoro stagionale
Prima della sua scadenza in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro nell’ambito delle quote stabilite dal decreto flussi.

minore età (art.32, comma 1-bis)

protezione sociale (ora denominato casi speciali, art 18 e 22, 12 quater)

vittime di violenza domestica (ora denominato casi speciali) (art.18–bis)

permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell’Unione Europea (art.9–bis)

protezione speciale (di cui all’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25)

per calamità (di cui all’articolo 20-bis)

per residenza elettiva (di cui all’articolo 11, comma 1, lettera c-quater), del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394)

per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide

per attività sportiva

per lavoro di tipo artistico

per motivi religiosi

per assistenza di minori

per cure mediche

Attenzione: I permessi di soggiorno rilasciati in attesa del riconoscimento della protezione internazionale, consentono dopo due mesi dalla presentazione della domanda di svolgere attività lavorativa, ma non possono essere convertiti in altro titolo di soggiorno.

I titolari di permesso di soggiorno possono:

  • iscriversi presso i Centri per l’Impiego ed avere la scheda professionale;
  • iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale;
  • iscriversi all’INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale);
  • iscriversi all’INAIL (Istituto Nazionale per gli Infortuni sul Lavoro);
  • richiedere l’iscrizione anagrafica presso il Comune di residenza;
  • aderire e/o promuovere un’associazione;
  • iscriversi al sindacato;
  • accedere all’educazione e alla formazione.

Hanno l’obbligo di esibire il permesso di soggiorno insieme al passaporto o altro documento di identità nei seguenti casi:

  • agli impiegati della pubblica amministrazione, se necessitano di licenze, autorizzazioni, iscrizioni, ecc.
  • a richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza; se si rifiuta di mostrare i documenti, si può essere puniti con l’arresto fino ad 1 anno e con l’ammenda fino ad euro 2.000. L’autorità di pubblica sicurezza, quando sussista un valido motivo, può richiedere anche informazioni e prove sul reddito (da lavoro o da altra fonte legittima), sufficiente a sostenere il cittadino straniero ed i suoi familiari conviventi in Italia.
  • Hanno inoltre l’obbligo di comunicare al Questore competente per territorio le eventuali variazioni del domicilio abituale, entro i quindici giorni successivi. Tale comunicazione può essere assolta anche tramite dichiarazione di ospitalità e/o cessione di fabbricato nei casi e nei modi previsti dalla legge.

No: il permesso di soggiorno rimane valido fino alla sua scadenza e, comunque, ad esclusione del lavoratore stagionale, per un periodo complessivo non inferiore a 1 anno. Se non si trova un nuovo contratto di lavoro prima della scadenza del permesso di soggiorno, è possibile richiedere il permesso di soggiorno per attesa occupazione.

L’accordo di integrazione è un documento che il cittadino straniero deve firmare e con cui si impegna verso lo Stato italiano a raggiungere specifici obiettivi di integrazione, tramite il compimento di un percorso linguistico, civico e sociale, da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiorno.

All’atto della sottoscrizione, allo straniero vengono assegnati 16 crediti, che potranno essere incrementati mediante l’acquisizione di determinate conoscenze (lingua italiana livello A2, principi fondamentali della Costituzione, vita civile in Italia) o lo svolgimento di attività. I crediti vengono ridotti in caso di commissione di illeciti penali, amministrativi e tributari. 

L’accordo prevede che entro due anni lo straniero raggiunga la quota di 30 crediti per poter rimanere sul territorio nazionale.

Fonte: Portale Integrazione Migranti (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Ministero dell’Interno; Ministero dell’Istruzione).

Leggi anche:

Queste FAQ sono parte del Vademecum “Benvenute e benvenuti in Italia” realizzato nell’ambito del progetto Before U Go

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FAQ – Ingresso per lavoro

Il numero di cittadini stranieri da ammettere in Italia per lavoro subordinato (anche stagionale) o autonomo viene definito nell’ambito di “quote d’ingresso” stabilite nei decreti sui flussi, che determinano il numero massimo di stranieri provenienti da paesi terzi che possono entrare in Italia per lavoro. Nei casi stabiliti dalla legge si può entrare per lavoro anche al di fuori delle quote.

Questa tipologia di visto può essere richiesto per coloro che hanno la nazionalità di uno dei Paesi indicati ogni anno dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) che programma i flussi di ingresso per lavoro stagionale nei soli settori turistico-alberghiero e agricolo: al rilascio del nullaosta al lavoro, il lavoratore straniero può entrare in Italia ed attivare la procedura per richiedere il permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

Il visto per lavoro autonomo consente l’ingresso in Italia allo straniero che intenda esercitare un’attività professionale o lavorativa non subordinata. Per ottenerlo, è possibile entrare all’interno delle quote del DPCM di programmazione dei flussi di ingresso, o al di fuori di esse, anche se quest’ultima possibilità è assai limitata nella pratica. Inoltre, occorre dimostrare di disporre di mezzi finanziari adeguati e l’attività che si intende svolgere non deve essere riservata dalla legge ai cittadini italiani o dell’Unione Europea.

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Queste FAQ sono parte del Vademecum “Benvenute e benvenuti in Italia” realizzato nell’ambito del progetto Before U Go

Faq – Arrivo in Italia

Il visto di ingresso è un’autorizzazione, rilasciata dal Consolato o dalla Rappresentanza Diplomatica Consolare competente, che permette l’ingresso delle persone straniere nello Spazio Schengen o nel territorio italiano; viene applicato sul passaporto o su un altro documento valido.

Possono richiederlo i cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione Europea o apolidi, che intendono arrivare in Italia per i seguenti motivi:

  • adozione, affari, cure mediche, diplomatico, motivi familiari, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricerca, studio, transito aeroportuale, transito, trasporto, turismo, vacanze-lavoro e volontariato.

Tuttavia chi giunge in Italia in assenza di visto non può essere respinto se:

  • richiede e beneficia della protezione internazionale;
  • è minore di 18 anni, salvo il diritto a seguire il genitore o l’affidatario espulsi;
  • gode di misure di protezione temporanea per motivi umanitari;
  • beneficia di misure temporanee legate a “casi speciali”;
  • è in stato di gravidanza e nei sei mesi successivi al parto.

Una volta passati i controlli, le Autorità di frontiera timbrano il passaporto riportando la data e il luogo di transito.

Attenzione: se si dichiara il falso o si presentano documenti falsi, si è punibili penalmente e la domanda sarà respinta.

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Queste FAQ sono parte del Vademecum “Benvenute e benvenuti in Italia” realizzato nell’ambito del progetto Before U Go

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Asilo e immigrazione Evidenza Ucraina

Approvata la direttiva europea per la Protezione temporanea

NOTIZIA IMPORTANTE
L’Unione Europea ha deciso di adottare la direttiva per la protezione temporanea in relazione alla guerra in Ucraina (direttiva 55/2001).
I cittadini e le cittadine ucraine, i richiedenti asilo, i titolari di protezione internazionale e i titolari di permesso per lungo soggiornanti residenti in Ucraina e i loro familiari hanno quindi diritto a un permesso di soggiorno rinnovabile e ad accedere ai seguenti servizi:

• Scuola
• Lavoro
• Accoglienza
• Assistenza sociale
• Assistenza sanitaria

NOTA BENE
L’Italia deve ancora emanare il decreto attuativo di questa direttiva. Pubblicheremo le procedure non appena saranno disponibili.
Intanto vi ricordiamo che:
• è già possibile permanere in Italia per 90 gg senza necessità di visto e permesso (clicca qui per maggiori informazioni)
• è già possibile chiedere un posto in accoglienza presso i centri di accoglienza prefettizi (CAS) e i centri del sistema di accoglienza e integrazione (SAI) gestito dai comuni (clicca qui per maggiori informazioni).

Leggi qui il comunicato di Arci

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Ucraina

Roma: attiva sede Task Force per emergenza Ucraina

Dal 3 marzo il Comune di Roma ha attivato l’hub della task force romana per l’emergenza Ucraina, che farà da raccordo sia per le richieste di aiuto che per le tante e diverse offerte di collaborazione. L’Hub raccoglie – al momento – circa 30 associazioni ed offre informazioni e supporto per l’accoglienza e ospitalità (sia all’interno del circuito SAI – Sistema Accoglienza e Integrazione che da parte di singoli cittadini e cittadine) e un servizio di mediazione linguistica.

Per informazioni: chiamare al numero verde 800.93.88.73 oppure scrivere all’indirizzo e-mail emergenza.ucraina@comune.roma.it

Fonte: Comune di Roma

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