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Asilo e immigrazione Evidenza Salute

Servizio di assistenza medica per donne migranti a Roma

Il progetto SA.I.DA. (Salute Integrata Donne) implementato da Medici Senza Frontiere in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale Roma 2 ha l’obiettivo di rafforzare i percorsi di inclusione e facilitare l’accesso ai servizi sanitari e ai consultori. 
Il servizio è rivolto in particolare alle donne nei quartieri di Roma con i più alti indicatori di esclusione sociale, disagio economico, occupazioni abitative e dove è più alta la presenza di comunità straniere.

Le operatrici sanitarie forniscono orientamento, assistenza e follow-up per la tutela di gravidanza e maternità, screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero, violenza di genere, inclusa la violenza sessuale in situazioni specifiche, come nelle vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, e nelle mutilazioni genitali femminili.

L’attività si svolge su due fronti: quello medico all’interno dei tre consultori della ASL Roma2, affiancando e integrando le figure già presenti dello staff sanitario, e quello di divulgazione dei servizi sul territorio, attraverso visite regolari nelle comunità per individuare i bisogni, attività di informazione e di promozione della salute. 

 

COME SI ACCEDE AL SERVIZIO

La nostra partnership con l’ASL Roma 2 coinvolge la zona est della città, in particolare i municipi 4, 5 e 6 scelti dopo uno studio attento sulla distribuzione della popolazione i cui il fenomeno della marginalità è particolarmente presente. Siamo presenti tre giorni alla settimana in tre consultori della ASL Rm2 e, allo stesso tempo lavoriamo sul territorio, a stretto contatto con le comunità.

Di seguito gli orari e gli indirizzi dei consultori, tutti raggiungibili previo appuntamento al numero +39 3387287941.

  • SPENCER: Via H. Spencer, 282, tutti i martedì dalle 14:30 alle 17:00
  • MANFREDONIA: Via Manfredonia, 43, tutti giovedì dalle 11:00 alle 13:00
  • SANBA: Via San Benedetto del Tronto, tutti i mercoledì dalle 09:00 alle 13:00

Progetto promosso da:

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Asilo e immigrazione Evidenza Faq Lavoro Minori

Come far riconoscere il mio titolo di studio?

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Asilo e immigrazione corsi

Università di Trento: formazione universitaria per Rifugiati/e e richiedenti asilo

L’Università di Trento rinnova il suo impegno nei confronti di richiedenti asilo e rifugiate/i con il “Progetto Formazione Universitaria per Rifugiati/e e Richiedenti asilo – FUTURA”.

Destinatari/e

Il Progetto è rivolto a persone richiedenti e/o titolari di protezione internazionale, che desiderino intraprendere un percorso di studio all’interno dell’Università di Trento.

Nell’ambito dell’iniziativa, ogni anno verranno selezionati/e complessivamente 5 studenti, presenti sull’intero territorio italiano.

L’ammissione verrà effettuata attraverso un percorso di selezione.

Servizi

I servizi di supporto messi a disposizione per gli studenti e le studentesse vertono su cinque ambiti principali:

  1. Valutazione titoli;
  2. Strumenti per il sostegno al diritto allo studio;
  3. Misure di accompagnamento all’inclusione nel contesto accademico e strumenti di partecipazione delle persone rifugiate;
  4. Misure di sostegno all’integrazione nella comunità locale;
  5. Strumenti a supporto all’inserimento lavorativo post-laurea.

Al fine di accompagnare gli/le studenti durante il ciclo di istruzione universitaria, il Progetto prevede un articolato sistema di servizi e un affiancamento prima e durante il percorso accademico:

  • Esonero dal pagamento dei corsi
  • Vitto e alloggio
  • Tutoraggio peer-to-peer e affiancamento in orientamento e in itinere
  • Abbonamento libera circolazione Trentino
  • Tessera Unisport
  • Possibilità di collaborazioni part-time all’interno delle strutture dell’Università.

Al fine dell’inclusione nel Progetto, su un totale di 180 crediti necessari a conseguire il titolo, si richiede agli/alle studenti di raggiungere traguardi formativi predefiniti.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’Ufficio Equità e Diversità all’indirizzo equitadiversità@unitn.it

Bando Futura 2021-22

Per partecipare al progetto è necessario effettuare l’iscrizione online entro il 15 giugno 2021, alle ore 12.00.

Per maggiori info: https://www.unitn.it/equitadiversita/98429/futura%202021-2026

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Asilo e immigrazione corsi Lavoro

CULTUM CHANGE, CORSI GRATUITI ONLINE PER RIFUGIATI

Sicurezza sul lavoro, HACCP, prevenzione del Covid-19 e altro, non solo per l’agricoltura
Nell’ambito del progetto Cultum Change, un programma finanziato da Reale Foundation e Onlus Senior – L’Età della Saggezza, con partner tecnici Confagricoltura, ENAPRA e FGS Social Innovation, con la collaborazione dell’UNHCR, sono disponibili alcuni percorsi gratuiti di formazione.
L’accesso a https://www.cultumchange.it/learning permette di fruire gratuitamente di una serie di contenuti formativi con vari formati (Webinar, Corso E-learning, Pillole didattiche) utili a creare le prime basi di competenze necessarie per operare come addetto in un’azienda agricola, ma che possono essere molto utili anche per altre professioni (ad esempio nel settore alimentare).
Nello specifico sono messi a disposizione i seguenti percorsi formative online:
• CORSO E-LEARNING SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO – FORMAZIONE GENERALE PER LAVORATORI (VERSIONI IN ITALIANO E INGLESE): ll corso (obbligatorio ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) illustra i principi generali della legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Italia ed in Europa ed è finalizzato a creare consapevolezza e cultura sui rischi e sulle misure di sicurezza da applicare per prevenire o difendere dagli infortuni. Chi partecipa a tutte le ore di corso previste riceverà un attestato ufficiale valido ai sensi di legge con validità quinquennale. Durata 4 ore.
• CORSO SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO – FORMAZIONE SPECIFICA RISCHIO MEDIO PER LAVORATORI DEL SETTORE AGRICOLO: complementare al corso precedente, il webinar fornisce gli approfondimenti e aggiornamenti necessari per conoscere i principi del Sistema di Prevenzione e Protezione adottato presso le Aziende agricole e attraverso quali strumenti e strategie il lavoratore è chiamato ad operare per preservare lo stato di sicurezza sul luogo di lavoro. Chi partecipa a tutte le ore di corso previste riceverà un attestato di partecipazione.
• CORSO E-LEARNING SU HACCP: Il corso è rivolto a personale addetto alla manipolazione di alimenti confezionati o sfusi e ha l’obiettivo di illustrare le caratteristiche fondamentali del metodo HACCP insieme di procedure, mirate a garantire la salubrità degli alimenti, basate sulla prevenzione anziché l’analisi del prodotto finito. Il corso illustra le differenze tra autocontrollo alimentare e HACCP, ed assicura che gli addetti alla manipolazione degli alimenti ricevano un addestramento e/o una formazione in materia d’igiene alimentare.
• VIDEO TUTORIAL ANTI-COVID 19: La pillola prodotta da INAIL contiene utili indicazioni per la prevenzione del contagio da Covid-19 in azienda e si focalizza sulle modalità corrette di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
Inoltre, oltre a visualizzare le possibilità di inserimento lavorativo che saranno rese disponibili dalle aziende, chi accede alla piattaforma avrà a disposizione una vera e propria biblioteca di contenuti formativi, ad esempio i seguenti Webinar brevi:
1. Introduzione all’Agricoltura Sociale
2. Cosa sono gli SDG’s e come possono creare valore per l’azienda
3. Uso dei droni in agricoltura – introduzione
4. Viticoltura 4.0 – I° parte
5. Viticoltura 4.0 – II° parte
6. Agricoltura 4.0 – prima parte
7. Agricoltura 4.0 – seconda parte
8. Coltivazione dell’anguria in coltura protetta
9. Coltivazione della fragola fuori suolo
10. Coltivazione del rosmarino
11. Coltivazione delle fragole in coltura protetta
12. Realizzazione di un piccolo giardino con piante medicinali all’interno di aziende agrituristiche e agricole
13. La gestione delle macchine irroratrici
14. Principi di fitopatologie della vite
15. Fertirrigazione pomodoro da industria
16. Lo zaino digitale
17. Smart working: cosa è
18. Agricoltura di precisione
Fonte: Unchr
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Asilo e immigrazione Faq

Cittadinanza e apolidia

FAQ - Frequently Asked Questions

Sì, puoi chiedere la cittadinanza per residenza (NATURALIZZAZIONE)

Requisiti:

  • Residenza da almeno cinque anni nel territorio italiano;
  • Permesso di soggiorno attestante lo status di rifugiato in corso di validità (oppure permesso di soggiorno scaduto e ricevuta della richiesta del rinnovo);
  • Copia del certificato di riconoscimento dello status di rifugiato;
  • Atto di notorietà, con autentica di firma senza marca da bollo, rilasciato dal Tribunale o dal Comune, sostitutivo del certificato di nascita e del certificato penale del paese di origine.

Sì, puoi chiedere la cittadinanza per residenza (NATURALIZZAZIONE)

Requisiti:

  • Residenza da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica
  • Permesso di soggiorno attestante la protezione sussidiaria in corso di validità (oppure permesso di soggiorno scaduto e ricevuta della richiesta del rinnovo);
  • Atto di notorietà, con autentica di firma senza marca da bollo, rilasciato dal Tribunale o dal Comune, sostitutivo del certificato di nascita e del certificato penale del paese di origine;
  • Ultime tre dichiarazioni dei redditi

Per presentare la domanda di cittadinanza occorre:

Ottenere un’identità SPID. L’attivazione della SPID è gratuita e può essere fatta tramite uno dei provider autorizzati elencati sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale (https://www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid ) Per la registrazione servono: un indirizzo e-mail; un numero di telefono cellulare; un documento di identità valido e la tessera sanitaria con il codice fiscale.

 Accedere sul portale http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/servizi-online  attraverso il pulsante ‘Accedi con Spid’

 Compilare il modello telematico di domanda, allegando nei prescritti campi informatici:

  • documento di riconoscimento;
  • atto di nascita e certificato penale formati dalle autorità del Paese di origine;
  • certificazione attestante la conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del QCER (sono esclusi coloro che abbiano sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’art. 4 bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, o che siano titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’art. 9 del medesimo testo unico);
  • ricevuta del pagamento del contributo di euro 250,00 previsto.
  • estremi della marca da bollo telematica, 16,00 euro

A questo punto la domanda viene trasmessa alla Prefettura che provvederà a convocarti. 

Sì, puoi acquisire la cittadinanza italiana per matrimonio qualunque sia il tuo permesso di soggiorno (anche se sei richiedente asilo o titolare di protezione internazionale!)  

Requisiti:

  • residenza da almeno due anni nel territorio italiano oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio, se residente all’estero

NOTA BENE: I termini di cui sopra sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.

conoscenza della lingua italiana (non inferiore al livello B1)

Un apolide (dal greco a-polis “senza città”) è un uomo o una donna che non possiede la cittadinanza di nessuno stato. Alcuni apolidi sono anche rifugiati, ma non tutti i rifugiati sono apolidi e molti apolidi non hanno mai attraversato una frontiera.

La condizione di apolidia non dipende da una scelta o dalla volontà dei singoli. Si è apolidi per una (o più) delle seguenti ragioni:

  • Se si è figli di apolidi o se si è impossibilitati a ereditare la cittadinanza dei genitori;
  • Se si è parte di un gruppo sociale cui è negata la cittadinanza sulla base di una discriminazione;
  • Se si è profughi a seguito di guerre o occupazioni militari;
  • Per motivi burocratici, se lo Stato di cui si era cittadini si è dissolto e ha dato vita a nuove entità nazionali (è questo il caso dell’ex Urss o della ex Jugoslavia);
  • Per incongruenze e lacune nelle leggi sulla cittadinanza dei diversi Stati.

In Italia esistono 2 procedimenti per l’accertamento dell’Apolidia.

Il procedimento amministrativo prevede l’Invio di una raccomandata al Ministero dell’Interno in cui chiedi di essere riconosciuti come apolide allegando i seguenti documenti:

  • atto di nascita
  • certificato di residenza e copia autenticata del titolo di soggiorno
  • ogni documento idoneo a dimostrare lo stato di apolide (es. l’attestazione rilasciata dall’autorità consolare del Paese d’origine o, se ritenuto necessario, anche del Paese di ultima residenza dell’interessato da cui risulti che il medesimo non è in possesso di quella cittadinanza).

Se hai documentazione proveniente da uno stato estero, devi farla tradurre e legalizzare! 

L’amministrazione riconoscerà l’apolidia solo se hai presentato tutti i documenti previsti dalla legge.

Durata media della procedura: due anni

Se la domanda in via amministrativa viene rigettata, puoi presentare la domanda al giudice (procedimento giudiziario)

Il procedimento giudiziario è possibile solo in presenza di un/una avvocato/a. Il richiedente che non può sostenere il costo delle spese legali può chiedere di accedere al sistema del patrocinio a spese dello Stato.

Preparazione dell’atto da parte dell’avvocato.

L’atto viene depositato presso le “Sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea” del Tribunale competente in base al luogo di dimora del richiedente lo status di apolidia.

La legge prevede il rilascio di un permesso di soggiorno solo a favore del richiedente lo status di apolidia che abbia già un permesso di soggiorno. Tuttavia, alcune Questure sulla base di un’interpretazione che appare conforme allo spirito della Convenzione di New York sullo status degli apolidi e alle indicazioni contenute nel Manuale sulla protezione delle persone apolidi dell’UNHCR, rilasciano un permesso anche a chi non ha un permesso di soggiorno basta che sei in grado di dimostrare la pendenza del procedimento volto all’accertamento dello apolidia.

In Italia, gli apolidi riconosciuti attraverso una procedura formale hanno accesso all’istruzione, alla sanità, al lavoro e alla pensione. Inoltre hanno diritto ad avere:

  • un permesso di soggiorno di apolidia della durata di 5 anni
  • il titolo di viaggio
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Asilo e immigrazione corsi

La ricerca della casa: online la nuova guida all’abitare del progetto Destinazione comune

Sei un cittadino straniero e stai cercando casa? Da oggi trovi online la nuova Guida all’abitare “La ricerca della casa” curata dal CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati nell’ambito del progetto Destinazione comune.

Partire con prudenza e anticipo, le cose importanti da valutare, dove cercare, quali sono i documenti necessari per il contratto di locazione, le tante tipologie di contratto, i numeri utili, questi e tanti altri consigli si potranno trovare sulla guida all’abitare “La ricerca della casa”. Un’iniziativa promossa da Destinazione comune, che vede l’orientamento e accompagnamento nella ricerca di opportunità alloggiative tra le molte attività del progetto rivolto a Titolari di protezione internazionale.

La pubblicazione offre una panoramica completa con indicazioni e suggerimenti che ti potranno aiutare a capire, valutare e scegliere e che potranno facilitare la tua ricerca di una casa in affitto. La guida ti fornirà anche chiarimenti e specifiche su adempimenti amministrativi, diritti e doveri di locatario e proprietario e una serie di indicazioni e consigli pratici anche su costi e consumi domestici.

La guida all’abitare “La ricerca della casa” è stata realizzata dal CIR nell’ambito del Progetto “Destinazione Comune” finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI) – PROG 3306 Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 – Obiettivo Specifico 1.Asilo – Obiettivo nazionale ON 1 – lett c) – Potenziamento del sistema di 1° e 2°accoglienza – Avviso Realizzazione di percorsi individuali per l’autonomia socio-economica

Scarica la Guida all’abitare- La ricerca della casa 

Leggi la brochure di Destinazione comune per trovare tutti i nostri sportelli

Fonte: Programma Integra

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Asilo e immigrazione Evidenza

Novità sull’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo

Novità sull’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo

IL 20 dicembre 2020 è entrata in vigore la legge n. 173 che ha introdotto importanti novità in materia di IMMIGRAZIONE.

NOVITA’ ISCRIZIONE ANAGRAFICA

Art. 5 bis del T.U. immigrazione

Il richiedente asilo in possesso del permesso di soggiorno per richiesta asilo, ovvero della sola ricevuta (cedolino), è iscritto all’anagrafe della popolazione residente.

 

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Asilo e immigrazione Evidenza Lavoro

Novità su permessi di soggiorno convertibili in lavoro

IL 20 dicembre 2020 è entrata in vigore la legge n. 173 che ha introdotto importanti novità in materia di IMMIGRAZIONE.

NOVITA’

ELENCO DEI PERMESSI DI SOGGIORNO CHE POSSONO ESSERE CONVERTITI IN PERMESSO PER MOTIVI DI LAVORO

Comma 1 bis all’art. 6 del T.U. immigrazione: aumentano i permessi di soggiorno che possono essere convertiti in permesso per motivi di lavoro, qualora ne ricorrano i requisiti.. 

Oltre al permesso di soggiorno per motivi di studio, possono essere convertiti in permesso di lavoro anche:

il permesso di soggiorno per protezione speciale (salvo il caso di diniego della protezione internazionale, per essersi macchiato il richiedente dei gravi reati di cui all’art. 10 comma 2 D.lgs. n. 251/2007, o costituisca pericolo per la sicurezza nazionale ai sensi dell’art. 12 D.lgs. 251/2007 e casi di cui all’art. 16 D.lgs. 251/2007), 

  • il permesso di soggiorno per calamità;
  • il permesso di soggiorno per residenza elettiva;
  • il permesso di soggiorno per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide;
  • il permesso di soggiorno per attività sportiva;
  • il permesso di soggiorno per attività artistica;
  • il permesso di soggiorno per motivi religiosi;
  • il permesso di soggiorno per assistenza minori;
  • il permesso di soggiorno per cure mediche.
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Asilo e immigrazione Evidenza

Proroga dei permessi di soggiorno

  • permessi di soggiorno: prorogata la validità fino al 31 luglio 2021. In questo lasso di tempo, gli interessati possono presentare istanza di rinnovo.
  • documenti di identità: prorogata la validità dal 30 aprile al 30 settembre 2021
  • patenti di guida: con riferimento alle domande presentate nel 2020 per sostenere l’esame di guida, è esteso da 6 mesi a 1 anno il termine entro il quale è possibile sostenere la prova teorica

Decreto-legge 30 aprile 2021, n.56-Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi

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Asilo e immigrazione Evidenza Faq

Ricongiungimento familiare per i beneficiari di protezione internazionale

Che cos’è il Ricongiungimento familiare?

È una procedura che ti permette di far venire in Italia i tuoi
familiari in modo legale e sicuro.

Puoi richiedere il ricongiungimento con i seguenti familiari:

  • coniuge (il marito o la moglie) non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni, o partner unito civilmente (in Italia o all’estero), straniero e non residente in Italia;
  • figli minori naturali, adottati, affidati, sottoposti a tutela, anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, se esistente, abbia dato il suo consenso;
  • figli maggiorenni a carico, nel caso che per valide ragioni, non possano provvedere ai propri bisogni essenziali e siano invalidi totali;
  • genitori a carico fino ai 65 anni, nel caso che non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza;
  • genitori a carico con più di 65 anni, nel caso che abbiano anche altri figli ma impossibilitati al loro sostentamento per documentati e gravi motivi di salute.

Se hai meno di 18 anni e sei solo, separato dai tuoi genitori o da altri familiari che si prendono cura di te, e sei stato riconosciuto rifugiato in Italia, hai il diritto di ricongiungerti con i tuoi genitori a prescindere dalla loro età e dalla loro condizione.

Per far richiesta di ricongiungimento familiare servono:
  • il permesso di soggiorno: deve essere in corso di validità oppure in fase di rinnovo. In questo caso, la richiesta deve essere stata effettuata entro 60 giorni dalla scadenza;
  • il passaporto o il documento/titolo di viaggio (se disponibile);
  • la documentazione attestante i rapporti di parentela, la minore età e lo stato di famiglia (se disponibile).
In quanto titolare di protezione internazionale non ti sono richiesti i requisiti di reddito ed idoneità alloggiativa, previsti per gli altri cittadini stranieri extracomunitari.
La procedura prevede due passaggi: la richiesta del Nulla Osta presso lo Sportello Unico Immigrazione della Prefettura competente e a seguire la richiesta del visto presso la rappresentanza italiana all’estero.
Per chiedere il Nulla Osta, devi:
  • ottenere una identità digitale SPID (puoi farlo presso gli sportelli delle Poste Italiane);
  • acquistare una marca da bollo da 16,00 euro;
  • accedere, grazie all’identità SPID all’area del sito www.nullaostalavoro.dlci.interno.it, compilare online la modulistica e inserire il numero della marca da bollo in tuo possesso;
Quindi, sarai convocato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione del tuo luogo di dimora e dovrai portare i seguenti documenti:
  • originale della marca da bollo i cui estremi sono stati indicati nella domanda;
  • un’altra marca da bollo da 16,00 euro da apporre sul Nulla Osta;
  • il tuo permesso di soggiorno e la fotocopia;
  • la fotocopia dei documenti dei familiari da ricongiungere (se disponibili).

Per l’accertamento del rapporto di parentela potrai portare il certificato cumulativo di stato di famiglia e residenza (anche sotto forma di autocertificazione).

Una volta ottenuto il Nulla Osta devi inviarlo in originale al familiare da ricongiungere il quale deve presentarsi alla Rappresentanza diplomatica italiana competente per richiedere il visto, che nel frattempo lo ha ricevuto telematicamente dallo Sportello Unico.

Riceverai inoltre una comunicazione scritta con il numero telefonico dello Sportello Unico al quale rivolgerti per fissare la successiva convocazione del tuo familiare. Infatti, da

Se farai tutto in maniera corretta e la domanda verrà accettata, entro 90 giorni dalla data di presentazione avrai il Nulla Osta per procedere al ricongiungimento familiare. Se per qualche motivo la richiesta di Nulla Osta non verrà accettata ma tu ritieni di averne diritto, potrai fare ricorso presso il Tribunale ordinario (Sezione Specializzata) del luogo di residenza.
La legge prevede che il visto sia rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta, ma i tempi potrebbero essere più lunghi.

A cura di Caritas Italiana, Consorzio Communitas e Unhcr – Per maggiori informazioni visita: http://ricongiungimento.it/