È un permesso di soggiorno pensato per persone di origine straniera che si trovano in una situazione accertata di grave sfruttamento lavorativo. Questo strumento ha lo scopo di tutelare le persone sfruttate, garantire loro protezione e favorire l’emersione delle situazioni di sfruttamento.
Una situazione di sfruttamento lavorativo può essere riconosciuta quando sono presenti uno o più dei seguenti elementi:
- una retribuzione ripetutamente inferiore a quella prevista dai contratti collettivi nazionali;
- gravi e continue violazioni delle norme sull’orario di lavoro, ferie, riposi e permessi;
- mancato rispetto delle regole su sicurezza e igiene sul lavoro;
- condizioni di lavoro, di sorveglianza o di alloggio degradanti.
Quando queste condizioni vengono imposte attraverso minacce, violenza o forme di intimidazione, si parla di grave sfruttamento lavorativo.
L’accertamento può essere fatto da:
- Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri etc.) ,
- Procura della Repubblica (ufficio della magistratura che si occupa di indagare sui reati e far rispettare la legge),
- Ispettorato Nazionale del Lavoro (ente pubblico che controlla il rispetto delle regole sul lavoro e tutela chi lavora).
No, non è obbligatorio fare una denuncia. È però necessario collaborare in modo utile con le autorità, per far emergere la situazione di sfruttamento o per sostenere le indagini.
Per presentare la domanda servono:
- una situazione accertata di grave sfruttamento lavorativo;
- collaborazione utile alle indagini;
- parere favorevole della Procura della Repubblica o dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro;
- passaporto valido.
Il permesso ha una durata iniziale di un anno.
Sì. Può essere rinnovato per un altro anno o comunque per tutto il tempo necessario alla conclusione delle misure di assistenza o del procedimento giudiziario.
Sì. Se ci sono i requisiti di legge, è possibile convertirlo in un permesso per lavoro o in un altro titolo di soggiorno.
Con questo permesso la persona ha diritto a:
- soggiorno regolare in Italia;
- la possibilità di ottenere un permesso per motivi familiari per parenti e affini entro il secondo grado;
- l’iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) – consulta le FAQ – Il diritto alla salute in Italia;
- l’iscrizione anagrafica;
- l’accesso a programmi specifici di protezione e assistenza;
- l’accesso al sistema di accoglienza SAI;
- l’accesso all’Assegno di Inclusione (ADI).
Esiste una fitta rete di supporto, informazione e orientamento su tutto il territorio nazionale. È possibile telefonare gratuitamente e in forma anonima (senza dover dichiarare il proprio nome) al numero verde nazionale 800290290; oppure rivolgersi ai sindacati, alle associazioni, ai servizi territoriali del Comune di residenza.
Consulta l’elenco degli sportelli contro lo sfruttamento lavorativo:
Consulta l’elenco degli sportelli legali: https://www.jumamap.it/map/litemap.php?reg=12&ser=leg
Sai che sono attivi diversi progetti in Italia per il contrasto allo sfruttamento lavorativo?
- Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Veneto
Common Ground https://www.piemonteimmigrazione.it/lp/commonground
- Lazio, Toscana, Umbria, Molise, Marche
S.O.L.E.I.L.
https://www.jumamap.it/it/soleil/
- Umbria
Umbria Legale e Sicura
https://www.regione.umbria.it/-/umbria-legale-e-sicura-interventi-di-supporto-all-integrazione-sociale-sanitaria-abitativa-e-lavorativa
- Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia
Su.Pr.Eme
https://www.supremeitalia.org/focus/helpdesk-anticaporalato/
- Sardegna
C.A.S.L.I.S.
https://www.sardegnaimmigrazione.it/index.php?xsl=2420&s=49&v=9&c=95961&es=6603&na=1&n=100&esp=1&tb=15026
Consulta tutti i progetti attivi:
https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Altre-info/e/2/o/18///id/32/Azioni-e-progetti
S.O.L.E.I.L. (Servizi di Orientamento al Lavoro ed Empowerment Interregionale Legale) è un progetto che si propone di favorire l’integrazione socio-lavorativa, sanitaria, abitativa di cittadini di paesi terzi, vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo.


