FAQ – Richiesta Protezione Internazionale

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  • Al momento dell’arrivo in Italia, alla Polizia di Frontiera 
  • In qualsiasi momento, alla Questura – Ufficio Immigrazione (link categoria Juma)
  •  

1) Manifestazione di volontà – La prima volta che andrai in Questura dovrai dire che vuoi fare domanda di asilo oppure puoi consegnare un foglio in cui scrivi il tuo nome, cognome, la data di nascita ecc,  e scrivi chiaramente che vuoi fare domanda di asilo. 

Se la Questura è chiusa puoi anche mandare una mail (da solo o con un avvocato) chiedendo un appuntamento per fare domanda di asilo.

2) La Questura ti rilascia il CEDOLINO, un foglio (con un timbro e firma) con cui ti viene dato un appuntamento per fare la “formalizzazione della domanda”.

3) Formalizzazione della domanda d’asilo – compilazione del “C3”. Una volta fatto il C3 potrai chiedere il permesso di soggiorno per “richiesta asilo”, che dura 6 mesi, è rinnovabile, e ti permette di lavorare dopo 2 mesi dal primo rilascio.

 

Attenzione! 

Se sei entrato in Italia senza visto di ingresso, e non ti hanno foto-segnalato (preso le impronte digitali), è probabile che la Questura ti dia due appuntamenti: il primo per fare il foto-segnalamento, il secondo per fare il C3. 

 

Ricorda che il C3 non è ancora il permesso soggiorno, ma lo devi comunque portare sempre con te! 





Non hai bisogno di alcun documento. Compilerai i moduli che ti daranno in Questura

 

Attenzione!

Se hai con te dei documenti di identità (ad esempio il passaporto), ti verrà chiesto di consegnarli alla Questura insieme a 4 fototessere.

Il passaporto verrà tenuto dalla Questura per tutto il periodo della procedura.

Allo stesso tempo sei tenuto a consegnare tutti i documenti che pensi siano utili per la tua domanda di asilo (diplomi, fotografie, articoli di giornale, tesserini), comprese le documentazioni relative alla tua età, cittadinanza, paesi e luoghi dove hai soggiornato e i motivi della tua richiesta di asilo.

 

Nota bene

Ti verrà chiesto un indirizzo per sapere dove vivi e per mandarti tutte le comunicazioni relative alla procedura. Se sei ospite di amici e hai una dichiarazione di ospitalità, portala con te!

Se non hai un posto dove stare hai diritto di accedere in un centro di accoglienza pubblico gestito o dalla Prefettura o dal Comune! Hai diritto a stare in questo centro per tutta la durata della procedura. 

Anche senza indirizzo hai diritto a presentare richiesta d’asilo!




Dopo aver fatto la domanda di asilo, la Questura trasmetterà I documenti alla “Commissione Territoriale” competente del territorio (di solito almeno una in ogni regione di Italia). 

La Commissione Territoriale è l’ufficio dove vengono fatte le interviste ai richiedenti asilo, e che adotta la decisione sulla domanda di protezione internazionale. 




All’esito della intervista in commissione possono essere assunte le seguenti decisioni:

 

  • Riconoscimento dello status di rifugiato: in questo caso è stata riconosciuta la protezione internazionale più  “alta”, perché si reputa un rischio di persecuzione in caso di rientro nel Paese di Origine. Con questa decisione potrai andare in Questura e farti rilasciare un permesso di soggiorno per “asilo”, di 5 anni, rinnovabile e un documento di viaggio per rifugiati;
  • Riconoscimento della protezione sussidiaria: è un’altra forma di protezione internazionale, che ti da diritto anche in questo caso a un permesso di soggiorno di 5 anni, rinnovabile. 
  • Riconoscimento della protezione speciale: è una forma di protezione “nazionale”, e ti da diritto a ottenere in Questura un permesso di soggiorno di 2 anni, rinnovabile e convertibile in lavoro;
  • Riconoscimento delle necessità mediche: nel caso vengano riconosciute “gravi condizioni psico-fisiche o derivanti da gravi patologie”, ti viene riconosciuto un permesso di massimo un anno,  rinnovabile e convertibile in un permesso per motivi di lavoro.  
  • Diniego – la Commissione ha valutato che non sussistono i presupposti per il riconoscimento della  protezione internazionale o speciale.

 

Attenzione!

Potrebbe capitare che vieni convocato per una nuova intervista. Questo potrebbe succedere quando la prima non è considerata sufficiente per capire tutta la storia personale e adottare una decisione. Non c’è di cui preoccuparsi, significa solo che è un caso complesso! 




Durante l’intervista hai sempre diritto:

  • a condurre l’intervista nella tua lingua madre (o in una che comunque conosci perfettamente), attraverso l’ausilio di un interprete imparziale;
  • alla riservatezza delle informazioni che condividi con la Commissione (che non verranno condivise con le autorità del mio Paese);
  • a farti assistere da un avvocato;
  • a rilevare problemi di incomprensione con l’interprete;
  • a chiedere una pausa;
  • a chiedere la sospensione in caso di gravi situazioni (ad esempio per motivi di salute);
  • a rileggere il verbale della intervista e far scrivere eventuali correzioni;

Teoricamente dovresti ottenere una risposta alla tua domanda di protezione internazionale entro un mese da quando fai la richiesta. Nell’atto pratico potrebbe volerci molto più tempo, e non è possibile saperlo con certezza. 

 

Nota bene

Per tutta la durata della procedura rimani titolare del permesso per richiesta asilo.




In caso di diniego (“negativo”), da parte della Commissione, puoi impugnare il provvedimento negativo al Tribunale (“fare ricorso”). Fintanto che dura il processo hai diritto a rinnovare il permesso di 6 mesi da richiedente asilo. Il Tribunale potrà decidere o di riconoscere una forma di protezione (status di rifugiato, protezione sussidiaria, protezione speciale, cure mediche), o decidere negativamente. Se anche il Tribunale ti dà il negativo, puoi valutare se fare una nuova domanda di protezione internazionale (si chiama “reiterata”, se ci sono dei motivi nuovi per fare domanda di asilo), o fare ricorso in Cassazione. Attenzione: il ricorso in Cassazione non sospende automaticamente il negativo del Tribunale,  per cui ci sta il rischio che non ti diano un provvedimento di espulsione!




Se non hai abbastanza soldi puoi comunque fare ricorso con un avvocato, accedendo al servizio chiamato “Gratuito patrocinio”, per cui sarà lo Stato a pagare l’avvocato. In questo caso l’avvocato ti farà firmare dei fogli in cui auto-certifichi il tuo reddito.




Se non conosci un avvocato di fiducia, puoi recarti presso il tribunale a te più vicino e consultare la lista degli avvocati disponibili, se vuoi puoi cercare un circolo ARCI nella tua città, che ti saprà indirizzare allo sportello legale più vicino. Su jumamap.it (https://www.jumamap.it/ ) puoi trovare una lista di servizi legali nella tua città. 

Altrimenti, puoi telefonare al Numero Verde per Richiedenti Asilo e Rifugiati. È una linea telefonica gratuita raggiungibile sia da telefono fisso (800 905 570) che da telefono cellulare (3511376335) attraverso cui si può accedere ai servizi di assistenza e consulenza legale.




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