faq - affermazione di genere

Questa guida mira a fornire informazioni chiare e sintetiche sulla transizione di genere (o meglio “Affermazione di genere”) in Italia, sui diritti delle persone transgender e le procedure correlate, in una prospettiva inclusiva e rispettosa della diversità. La guida fa riferimento alla convenzione di Istanbul, che definisce il genere come l’insieme di “ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per uomini e donne”. Le informazioni contenute in questa pagina  sono state elaborate a partire dal portale InfoTrans.

Ogni persona ha una propria identità sessuale, composta da varie componenti: identità di genere, espressione di genere, orientamento sessuale e sesso biologico.

Sesso biologico
La definizione di sesso biologico si basa su vari fattori: il patrimonio genetico, gli organi genitali e il quadro ormonale. Sulla base di questi criteri osservati alla nascita, al bambino/a viene assegnato un sesso maschile o femminile. Alcune persone possono nascere con caratteristiche genitali non definibili come esclusivamente maschili o femminili e in tali casi si parla di persone intersex.

Orientamento Sessuale
L’orientamento sessuale indica invece l’attrazione fisica e/o emozionale-romantica verso una persona. Esistono tanti tipi di orientamento sessuale e tutti sono normali. Per esempio, l’orientamento eterosessuale si riferisce all’attrazione per persone di sesso opposto dal proprio, l’orientamento omosessuale (gay) descrive un uomo attratto da altri uomini, una persona lesbica è una donna attratta da altre donne, bisessuale è una persona attratta da più generi, pansessuale è una persona attratta dalle persone indipendentemente dal genere.

Espressione di Genere
L’espressione di genere è il modo in cui una persona esprime il proprio genere nella vita quotidiana, tramite comportamento, aspetto, vestiti, capelli, trucco, linguaggio del corpo e voce. Questa espressione varia in base a cultura, luogo e tempo.

Identità di Genere
L’identità di genere fa riferimento a come una persona si definisce rispetto al genere a cui sente di appartenere: una persona può definirsi uomo, donna o entrambi o come appartenente a un genere diverso da questi due. Tutte le identità di genere sono naturali (normali).

Il termine transgender si riferisce alle persone che vivono l’esperienza di una dissonanza tra genere e sesso biologico, che presentano cioè un’identità di genere e/o espressione di genere diversa dal genere assegnato alla nascita (viene definita “incongruenza di genere”). Una persona si definisce cisgender, invece, quando ha un’identità di genere che corrisponde al genere assegnato alla nascita: per esempio, una persona che si sente donna e che è nata con caratteristiche fisiche femminili. 

Essere transgender è una condizione normale e non è una malattia. Alcune persone transgender, ma non tutte, possono vivere una situazione di disagio come condizione derivata, e decidere di intervenire sul proprio corpo per renderlo più simile a come si sentono, con trattamenti ormonali e/o con interventi chirurgici. 

Nota bene: il termine transgender non indica attrazione o orientamento sessuale! 

Alcune persone transgender intraprendono un percorso di affermazione di genere di tipo ormonale e/o chirurgico. Non si tratta di un percorso obbligatorio. Inoltre, l’iter non è sempre lo stesso, ma viene personalizzato in base alle esigenze individuali. 

Esistono raccomandazioni (Standard di Cura) proposte dall’Associazione Mondiale per la salute Transgender (WPATH) e linee guida scientifiche internazionali alle quali operatorɜ sanitarɜ fanno riferimento per il trattamento ormonale. 

Durante il percorso di transizione è previsto un sostegno psicologico, non obbligatorio, per acquisire consapevolezza rispetto alla definizione della propria identità di genere (se presente confusione).

La durata del percorso varia da persona a persona, così come i costi, che dipendono da interventi estetici, farmaci e assistenza legale.

La persona che intenda intraprendere un percorso medico di affermazione di genere può rivolgersi a centri specializzati. Infotrans.it offre un elenco di strutture sanitarie sia pubbliche che convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, presenti sul territorio italiano, in grado di fornire questo tipo di servizi: per consultarli vai alla sezione “Mappa dei servizi”.

La terapia ormonale è un percorso personalizzato di affermazione di genere.

Terapia Mascolinizzante
Il trattamento ormonale mascolinizzante riduce le caratteristiche sessuali femminili e induce quelle maschili tramite somministrazione di testosterone. Le prime modificazioni appaiono dopo 3-6 mesi e includono l’arresto del ciclo mestruale, l’abbassamento della voce e la crescita di peli.

Terapia De-Mascolinizzante
Questa terapia riduce le caratteristiche sessuali maschili utilizzando farmaci antiandrogeni, che bloccano gli effetti del testosterone. La terapia richiede diversi mesi per ridurre la peluria e può necessitare di procedure alternative come l’elettrolisi.

Terapia Femminilizzante
Il trattamento ormonale femminilizzante induce caratteristiche sessuali femminili tramite somministrazione di estrogeni. Gli estrogeni redistribuiscono il grasso corporeo, fanno crescere il seno e, insieme agli antiandrogeni, rendono la pelle più liscia.

Secondo la WPATH e altre linee guida, per poter accedere al trattamento ormonale devono essere soddisfatti i seguenti criteri:

  • marcata e stabile incongruenza di genere;
  • capacità di fornire il consenso informato al trattamento;
  • se sono presenti problemi di salute fisica e/o psicologici potenzialmente interferenti con l’esito della terapia, questi devono essere presi in carico;
  • comprensione degli effetti della terapia ormonale sulla fertilità e discussione delle possibilità di preservazione della fertilità.

Gli interventi chirurgici di affermazione di genere consistono nella modifica delle caratteristiche sessuali con l’obiettivo di adattare l’aspetto fisico della persona alla sua identità di genere. 

Nota bene: In Italia bisogna ottenere l’autorizzazione rilasciata con sentenza dal Tribunale di residenza (fa eccezione l’intervento di mastoplastica additiva nelle persone a cui è stato assegnato il genere maschile alla nascita).

Il Decreto Ministeriale 03 novembre 1989 permette di chiedere un rimborso dell’80% per interventi chirurgici effettuati all’estero quando non disponibili tempestivamente in Italia. La concessione del rimborso dipende dalla discrezionalità della Asl (Azienda Sanitaria Locale) e, in caso di rifiuto, è necessario un ricorso in Tribunale.

Sì. Purtroppo in molti paesi del mondo le persone LGBTQIA+ subiscono violenze, persecuzioni e discriminazioni, e non vengono riconosciuti i loro diritti.
In Italia hai diritto a fare la richiesta di protezione internazionale. Per saperne di più consulta queste FAQ.

Per maggiori informazioni:

  • Contatta il Numero Verde per Richiedenti Asilo e Rifugiati di Arci:
    Chiama il numero gratuito 800 905 570 / +39 351 137 63 35 (Whatsapp/Lycamobyle) che risponde dal lunedì al venerdì, ore 10-17 oppure scrivi su numeroverderifugiati@arci.it 
  • Consulta la mappa degli sportelli legali dedicati alle persone LGBTQIA+ [elenco sportelli]

Nota bene: ti consigliamo di rivolgerti ad un ente di tutela (organizzazioni, associazioni) prima di recarti negli uffici immigrazione.

Sì. In Italia modificare i propri documenti (“rettificazione anagrafica”) è un diritto riconosciuto dalla legge n. 164/1982. La rettificazione anagrafica permette di modificare i dati personali, come nome e sesso, nei documenti ufficiali a seguito di una transizione di genere. Viene garantita la privacy e la non divulgazione dell’identità di genere originaria. 

Per modificare i documenti occorre presentare la domanda di riassegnazione accompagnata da documentazione psico-diagnostica e medica del percorso di affermazione di genere e il certificato di nascita.

Le persone transgender che hanno eseguito interventi chirurgici all’estero possono comunque ottenere la rettifica dei documenti in Italia.

Se ritieni di aver subito delle discriminazioni o violenze, puoi contattare uno sportello antidiscriminazione. Cronache di Ordinario Razzismo ha raccolto gli sportelli in tutta Italia che si occupano di denunciare e tutelare chi ha subito discriminazioni di qualsiasi tipo. Infatti, le forme di discriminazione e di oppressione spesso si sovrappongono.

Per saperne di più: