faq - interruzione volontaria di gravidanza

Sì. In Italia le donne possono richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza (aborto) entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Dal 1978 questo intervento è regolamentato dalla Legge 194/78.

Entro i primi 90 giorni, calcolati a partire dal primo giorno delle ultime mestruazioni, puoi decidere di interrompere la gravidanza. L’interruzione è sempre su base volontaria, ed è completamente gratuita.

Con il referto positivo del test di gravidanza (lo puoi acquistare in ogni farmacia e in molti supermercati) puoi recarti in un consultorio familiare o da un medico. Puoi consultare l’elenco dei consultori sul sito del Ministero della salute.

Il medico deve poi rilasciare un documento/certificato attestante la tua volontà di interrompere la gravidanza.

Nota bene Qualunque medico può fare questa attestazione: il medico del consultorio, il medico di famiglia, o qualsiasi altro medico di tua fiducia.

Nel colloquio preliminare il medico illustra le possibili soluzioni alternative all’aborto e ti informa dei tuoi diritti, quindi rilascia il documento che attesta la tua volontà di interrompere la gravidanza e che deve essere firmato anche da te. Non sono necessari né devono essere richiesti particolari accertamenti (ad es. ecografia) per avere il documento/certificato.

Dopo il colloquio informativo con il medico, devi aspettare 7 giorni prima di procedere all’aborto, a meno che non siano presenti condizioni di urgenza: in quel caso il medico rilascia subito il certificato, con il quale puoi rivolgerti immediatamente all’ospedale per l’espletamento della procedura.

Abortire in Italia è legale dal 1978. Nonostante ciò, l’accesso all’aborto in Italia è difficoltoso a causa dell’alto tasso di ginecologi obiettori di coscienza, ovvero di coloro che rifiutano di praticare l’interruzione volontaria di gravidanza. In Italia i medici, anestetisti e paramedici obiettori di coscienza superano il 70% del totale.

Il consultorio, con la sua equipe multidisciplinare (ginecologa/o, assistente sociale, psicologa/o, ostetrica/o, infermiera/e) è la struttura che ti può aiutare nella certificazione e fornire consulenza. Inoltre il consultorio di solito provvede anche alla prenotazione per la pre-ospedalizzazione nella struttura di riferimento, e alla consulenza contraccettiva.

Puoi cercare il consultorio più vicino a te su questo sito https://obiezionerespinta.info/ dove troverai anche suggerimenti preziosi per rivolgerti a quelle strutture che sono libere da obiettori di coscienza.

Sì. Il diritto internazionale dei diritti umani chiarisce che le decisioni sul proprio corpo devono essere fatte dal singolo nel rispetto del diritto all’autonomia e all’integrità corporea.

Costringere qualcuno a condurre una gravidanza indesiderata, o costringerlo a cercare un aborto non sicuro, è una violazione dei diritti umani, inclusi i diritti alla privacy, all’autonomia e all’integrità corporea.

L’accesso all’aborto è collegato alla protezione e al rispetto dei diritti umani di donne, ragazze e altre persone che possono rimanere incinte, al fine del raggiungimento della giustizia sociale e di genere.

Per saperne di più leggi le FAQ di Amnesty International

L’Interruzione Volontaria di Gravidanza (aborto) è consentita nei primi 90 giorni di gravidanza, che vanno contati dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Dopo questo periodo, è possibile solo in casi di grave pericolo per la vita o la salute della donna.

Oltre il 90mo giorno l’IVG è detta ABORTO TERAPEUTICO ed è consentita solo:

  • in presenza di condizioni di grave pericolo per la vita o la salute della donna: ad esempio una grave malattia materna.
  • in presenza di anomalie o malformazioni del feto che determinano un grave pericolo per la salute psichica e fisica della donna. Queste patologie vengono accertate da un medico del servizio ospedaliero che può avvalersi della collaborazione di consulenti o di ulteriori accertamenti diagnostici.

Esistono due tecniche per eseguire una interruzione volontaria di gravidanza. Se sei in gravidanza da meno di 49 giorni (7 settimane) puoi scegliere tra la procedura chirurgica e quella farmacologica. I medici del servizio IVG valuteranno la presenza di eventuali controindicazioni per l’una o l’altra. La procedura farmacologica può essere eseguita in Italia fino alla settima settimana; la procedura chirurgica può invece essere eseguita dalla settima settimana alla 14ma-16ma (quindi può essere utilizzata anche per l’aborto terapeutico, o ITG).

  • metodo farmacologico

Il metodo farmacologico si basa sull’assunzione, a 48 ore di distanza, di due farmaci: il mifepristone (RU486) e una prostaglandina (misoprostolo o gemeprost).
“Pillola Ru486” è il nome commerciale del farmaco Mifegyne (Mifeprostone) della Exelgyne, che offre un’opzione non chirurgica per l’interruzione della gravidanza nel pieno rispetto della legge 194.

  • metodo chirurgico

L’aborto chirurgico consiste nell’interruzione di una gravidanza in corso effettuata attraverso metodi chirurgici. Nella maggior parte degli ospedali è possibile eseguire l’aborto in regime di day hospital, che prevede la dimissione in giornata, di solito poche ore dopo aver eseguito l’intervento. L’intervento può essere eseguito in anestesia generale o locale, con o senza sedazione. Il metodo maggiormente utilizzato è quello della cosiddetta “isterosuzione”, o “aspirazione”.

Nota bene: l’esperienza di interruzione volontaria di gravidanza può variare da regione a regione o anche all’interno dello stesso territorio regionale.

Per poter abortire devi essere accompagnata dai tuoi genitori o tutori (o da chiunque altro eserciti l’autorità genitoriale) che dovranno firmare con te il documento.

Se NON puoi o non vuoi parlarne con i tuoi genitori/tutori, la cosa più semplice è rivolgerti ad un consultorio. Nel consultorio farai un colloquio con l’assistente sociale ed eventualmente con la psicologa, che valuteranno con te le possibili soluzioni e  scriveranno una relazione per il giudice tutelare, presso il tribunale dei minori. Il giudice rilascerà a sua volta l’autorizzazione per l’aborto.

Nota bene: in ogni caso, nessuno è autorizzato a contattare i tuoi genitori a tua insaputa: né il consultorio, né il giudice tutelare, né l’ospedale dove eseguirai l’aborto.

Se sei una cittadina straniera con regolare permesso di soggiorno in Italia puoi avere assistenza sanitaria, ma devi iscriverti al Servizio sanitario nazionale (SSN).

L’iscrizione al SSN consente l’accesso gratuito all’IVG (Interruzione Volontaria Gravidanza).

Se sei non sei in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, puoi richiedere la tessera S.T.P. (Straniero Temporaneamente Presente) valida per 6 mesi su tutto il territorio nazionale. Può essere rilasciata dall’Azienda sanitaria locale (ASL) o dalla struttura ospedaliera. Per maggiori informazioni consulta il portale Integrazione Migranti

Può succedere che in caso di IVG vengono richiesti ulteriori documenti per escludere la minore età: in quest’ultimo caso, può eventualmente ricorrere a esami medici, come la radiografia del polso, per svolgere un’ulteriore verifica.

 

Nota bene: l’accesso alle strutture sanitarie non comporta segnalazioni alle autorità.

L’Italia ha approvato un emendamento (DL Pnrr, art 44) che di fatto agevola la presenza e le attività dei gruppi anti-scelta all’interno dei servizi dei consultori familiari.

L’emendamento prevede infatti che le Regioni, nell’organizzare i servizi dei consultori, possano “avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche del coinvolgimento di soggetti del Terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità”.

Ciò significa, in sostanza, che le associazioni pro-life (antiabortiste), come ad esempio Pro-Vita & Famiglia, possono entrare nelle strutture dove le donne possono avviare la pratica per l’interruzione di gravidanza.

Se non vuoi incontrarle, dichiara espressamente di voler parlare solo con personale medico (infermiere, ostetriche e ginecologhe).

Ricorda che l’IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza) entro i primi 90 giorni è un tuo diritto: in caso di problemi contatta il centro a te più vicino

Per saperne di più:

Guida pratica al tuo aborto libero e sicuro [ITA]
Obiezione Respinta - Una mappa per contrastare l'obiezione di coscienza in Italia, fornisce supporto e informazione dove queste mancano
La mappa dei Consultori (Ministero della Salute)
Aborto e diritti sessuali e riproduttivi: le domande frequenti (Amnesty International Italia)