faq - matrimoni forzati

Pensi di essere coinvolta/o in un matrimonio nel quale potresti non sentirti completamente convinta/o o addirittura costretta/o da i tuoi familiari, parenti o comunità? È possibile che tu non ti senta pienamente libera/o di fare la scelta che desideri. Se è così, potresti essere vittima di un matrimonio forzato. Per saperne di più leggi le FAQ qui di seguito: se hai bisogno di aiuto, o se conosci qualcuno/a che possa essere coinvolta/o in una situazione simile, ricorda che puoi contattare il numero 1522: è gratuito, anonimo e sicuro, ed è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24.

Un matrimonio forzato si verifica quando una persona si sposa senza aver dato il suo libero e pieno consenso al matrimonio perché è stata costretta, minacciata o ingannata. Costringere qualcuno a sposarsi è un grave crimine e una violazione dei diritti umani: significa imporre la propria decisione e volontà ad altri, andando contro principi fondamentali di uguaglianza e dignità umana.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani stabilisce infatti che “il matrimonio può essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi” (Art. 16). 

I matrimoni forzati possono essere imposti da altre persone, come genitori, familiari, leader religiosi o comunitari. Questa coercizione può avvenire attraverso vari mezzi, tra cui minacce, violenza fisica, psicologica o economica. In alcuni casi, le persone possono essere private di documenti importanti (come il passaporto o il certificato di nascita). Un matrimonio forzato può avvenire sia tramite un’unione formale che informale: anche se informale, può essere percepito come un matrimonio vero e proprio dai membri della famiglia e dalla comunità di riferimento. Ricorda che tutto questo è un abuso e che devi avere sempre la possibilità di scegliere: hai il diritto di dire no!

Sì, i matrimoni forzati sono contrari alla legge in Italia. Nel 2019 è stata introdotta anche una legge, nota come “Codice Rosso” (legge 19 luglio 2019, n. 69), che ha l’obiettivo di rafforzare la tutela delle persone che subiscono violenze, atti persecutori e maltrattamenti. La legge ha introdotto il reato specifico di costrizione o induzione al matrimonio. 

Importante: queste leggi si applicano sia ai matrimoni celebrati in Italia che all’estero da cittadini italiani o stranieri residenti in Italia. 

Inoltre, dal 2023 (DL 10 marzo 2023, n. 20) è previsto il “rilascio del permesso di soggiorno alle vittime del reato di costrizione o induzione al matrimonio”.

NOTA BENE: il matrimonio forzato non ha alcun valore legale in Italia! Se ti trovi coinvolta/o in una situazione di questo tipo, ricorda che puoi sempre tornare indietro e chiedere di annullare il matrimonio.

L’età minima per contrarre matrimonio in Italia è di 18 anni. Con il termine “matrimoni precoci” ci si riferisce alle unioni, formali o informali, tra persone che non hanno ancora compiuto 18 anni.

Ci sono alcune eccezioni in cui i minori possono sposarsi, ma solo se ottengono l’autorizzazione dal tribunale per i minorenni e comunque devono avere almeno 16 anni. Queste regole vogliono assicurarsi che il matrimonio sia una scelta consapevole e legale, per proteggere i diritti dei più giovani e valutare bene ogni situazione prima di permettere il matrimonio.

I matrimoni forzati possono avere molteplici motivazioni. Alcuni genitori potrebbero sentirsi obbligati dalle aspettative della famiglia o delle comunità, mentre altri potrebbero ritenere che il matrimonio forzato sia una pratica religiosa o culturale. Altri motivi possono includere la preservazione dell’onore familiare o questioni economiche. 

NOTA BENE: nessuna di queste motivazioni giustifica il matrimonio forzato, che è sempre inaccettabile e illegale.

No. Nessuna religione impone il matrimonio forzato. Anche se alcune persone possono erroneamente affermare che il matrimonio forzato è parte della loro religione, è importante sapere che nessuna religione sostiene la costrizione al matrimonio. Puoi rifiutare un matrimonio forzato senza tradire la tua religione.

(Vedi ad esempio: Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo: “Nessuna persona può essere sposata contro la sua volontà” (Art. 19 a)

Sì, i matrimoni forzati e i matrimoni combinati sono molto diversi. Nel matrimonio combinato, i genitori o le famiglie possono suggerire un partner potenziale, ma le persone coinvolte hanno sempre il diritto di accettare o rifiutare questa proposta e di sposarsi consapevolmente. Nel matrimonio forzato, la scelta viene negata e la persona viene costretta a sposarsi contro la sua volontà.

No. Sebbene la maggior parte delle vittime denunciate a livello globale siano giovani donne e ragazze, anche uomini e ragazzi possono essere sottoposti a matrimoni forzati. Il matrimonio forzato può colpire chiunque, indipendentemente dal genere, dal sesso o dall’orientamento sessuale.

Se pensi di essere in pericolo o hai bisogno anche solo di un confronto, ecco alcune cose che puoi fare:

  • 1522 – Chiama il numero antiviolenza 1522: è gratuito, anonimo e sicuro, attivo dal lunedì alla domenica, 24 ore su 24. Il servizio è disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, farsi, albanese, russo ucraino, portoghese, polacco. Sul sito www.1522.eu è possibile chattare con un’operatrice.
  • Centri Antiviolenza: contatta il centro più vicino a te per chiedere aiuto. Su questa pagina trovi informazioni in 19 lingue e la mappa dei centri antiviolenza in tutta Italia: https://www.jumamap.it/it/violenza-di-genere/
  • Parla con una persona di fiducia, come un insegnante, un assistente sociale o un amico.
  • Carabinieri/polizia: se c’è il rischio immediato di farsi male o di essere costretti ad andare da qualche parte, chiama il numero unico per le emergenze 112. È gratuito e attivo tutti i giorni, 24 ore su 24.

 

L’Arci è coinvolta come partner in un progetto europeo chiamato FATIMA2, il cui obiettivo principale è combattere la violenza di genere, con particolare attenzione alle forme legate all’onore (Honour Related Violence, HRV) che comprende i delitti d’onore, i matrimoni forzati e le mutilazioni genitali femminili. Se desideri ulteriori informazioni o vuoi partecipare al progetto, ti invitiamo a visitare la seguente pagina: https://www.arci.it/campagna/fatima2/