Pensi di essere a rischio di subire una Mutilazione Genitale Femminile (MGF)? Hai sentito pressioni da parte della tua famiglia o comunità, o temi che possano organizzare un viaggio nel Paese d’origine per costringerti a questa pratica? Oppure hai semplicemente dubbi e vuoi capire meglio di cosa si tratta? In questa pagina trovi alcune risposte utili per riconoscere la situazione e sapere come chiedere aiuto.
Se tu – o una persona vicina a te – siete in pericolo o avete bisogno di un confronto, puoi contattare il 1522, il numero antiviolenza: è gratuito, anonimo, sicuro e disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24, anche in più lingue. Ricordati che non sei sola!
Le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) comprendono tutte le pratiche che prevedono il taglio, la rimozione (totale o parziale) o la lesione dei genitali femminili esterni per motivi non medici. Non portano alcun beneficio per la salute: al contrario, possono causare gravi danni fisici e psicologici.
Le Mutilazioni Genitali Femminili costituiscono una grave violazione dei diritti umani e una forma specifica di discriminazione e di violenza di genere, che danneggia milioni di donne e bambine in tutto il mondo.
Secondo UNICEF, più di 230 milioni di ragazze e donne oggi vivono con le conseguenze di una MGF. E ogni anno, milioni di bambine rischiano la pratica. Tra il 2020 e il 2030, senza interventi efficaci, 68 milioni di ragazze potrebbero subire una MGF nei 25 Paesi a maggiore prevalenza.
Le pratiche di Mutilazioni Genitali Femminili sono presenti in almeno 92 paesi nel mondo, in tutti i continenti, ma sono maggiormente diffuse in Africa centrale e in alcune aree del Medio Oriente e dell’Asia. I paesi dove sono maggiormente diffuse sono la Somalia, Guinea, Gibuti, Sierra Leone, Mali, Egitto, Sudan, Eritrea, Burkina Faso, Gambia, Etiopia, Mauritania, Chad e Indonesia.
Sono presenti anche in molti Paesi occidentali all’interno delle comunità straniere o di origine straniere, provenienti da Paesi dove la pratica è tradizionalmente diffusa.
Sì. Anche se il fenomeno è sommerso e difficile da misurare, si stima che in Italia vivano attualmente circa 88.500 donne che hanno subito MGF, di cui almeno 8.200 minorenni (dati: Università di Milano Bicocca e Università di Bologna, 2025).
Molte sono state sottoposte alla pratica nei Paesi d’origine, ma in alcuni casi anche nel territorio italiano.
I Paesi d’origine più frequenti sono: Egitto, Senegal, Nigeria, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Etiopia, Sudan, Guinea.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) distingue quattro tipi:
È diffusa anche la reinfibulazione, cioè la ricucitura delle labbra dopo il parto: anche questa pratica è vietata dalla legge.
Le MGF possono causare gravi danni fisici e psicologici, sul breve e lungo periodo.
Complicazioni immediate: dolore intenso, emorragie, infezioni, setticemia, tetano, ritenzione urinaria,lesioni a vagina, uretra o tessuti circostanti, rischio di morte.
Complicazioni a lungo termine: dolore cronico, infezioni ricorrenti, cisti, ascessi, problemi mestruali, difficoltà nei rapporti sessuali, complicanze in gravidanza e durante il parto, aumento del rischio di trasmissione HIV. L’infibulazione può rendere necessario “aprire” manualmente o chirurgicamente la vagina prima dei rapporti e del parto, con rischi elevati per madre e bambino/a.
Danni psicologici: traumi psicologici, ansia, depressione.
Le motivazioni cambiano da contesto a contesto, ma rientrano solitamente in cinque categorie:
Nota bene: ricorda che nessuna di queste motivazioni giustifica la pratica! Le MGF sono una grave violazione dei diritti umani. Hai diritto all’integrità del tuo corpo e nessuno può costringerti a subirle, per nessun motivo.
No! Nessuna religione richiede le MGF. Anche se alcune persone possono erroneamente affermare che le Mutilazioni Genitali Femminili sono parte della loro religione, è importante sapere che nessuna religione lo prescrive. Puoi rifiutare di sottoporti alle MGF senza tradire la tua religione.
Sì, le Mutilazioni Genitali Femminili sono vietate in molti Paesi del mondo, inclusa l’Italia, dove la legge n. 7/2006 vieta e punisce:
Le pene prevedono reclusione e aggravanti se la persona coinvolta è minorenne.
Sì. Secondo l’UNHCR e le Linee guida italiane, chi ha subito una MGF, oppure rischia di subirla, ha diritto alla protezione internazionale, perché la MGF è riconosciuta come una forma grave di persecuzione e violenza di genere.
La MGF viola diritti fondamentali come l’integrità fisica, la salute, la libertà, la sicurezza personale e il diritto a non subire trattamenti inumani. Per questo motivo, puoi ottenere lo status di rifugiata se nel tuo Paese d’origine non sei protetta da questa violenza.
Il rischio può riguardare te o una tua figlia: in questi casi anche il genitore può ottenere protezione. Anche chi ha già subito una MGF può avere ancora diritto alla protezione, perché la pratica può comportare rischi futuri (reinfibulazione, pressioni, violenze) e conseguenze permanenti.
Se hai bisogno di aiuto per chiedere protezione o avviare una domanda d’asilo, puoi rivolgerti al Numero Verde per Richiedenti Asilo e Rifugiati di Arci (800 905 570 / Whatsapp +39 3511376335), oppure ai Centri Antiviolenza o alle organizzazioni specializzate (vedi domanda successiva).
Se sospetti che qualcuno voglia portarti nel tuo Paese d’origine per sottoporti alla pratica, chiedi subito aiuto! Se ti trovi in una situazione di rischio, puoi chiedere protezione e hai il diritto di essere ascoltata. Nessuno può costringerti a subire una MGF. Se c’è il rischio immediato di farsi male o di essere costretti ad andare da qualche parte, chiama il numero unico per le emergenze 112.
Sì. Se pensi che tu o una persona vicina siate a rischio, puoi:
Per saperne di più:
Linee guida e materiali utili per operatori/trici:
JumaMap – Services for Refugees è una mappa pensata per aiutarti a trovare, in modo veloce, i servizi utili più vicini a te.
Qui puoi cercare posti dove dormire, mangiare, studiare italiano, ricevere aiuto sanitario, legale o psicologico, e tanti altri servizi dedicati a persone migranti e senza dimora.
La piattaforma è disponibile in 17 lingue.
Puoi cambiare lingua dal menu in alto scegliendo tra: albanese, amarico, arabo, bengali, cinese, dari, farsi, francese, inglese, pashtu, punjabi, russo, somalo, spagnolo, tigrino, ucraino, urdu, wolof.
Puoi consultare JumaMap anche sul tuo cellulare: vai sul sito www.jumamap.it
Se hai bisogno di aiuto di persona, puoi venire al Welcome Center:
Lunedì
10:00 – 14:00 – sportello di orientamento sociale
Martedì
10:00 – 14:00 – sportello psicologico (18/26 anni)
14:00 – 17:00 – sportello di supporto sanitario
14:00 – 18:00 – sportello di orientamento sociale
14:00 – 18:00 – sportello legale
Mercoledì
10:00 – 14:00 – sportello di orientamento sociale
Giovedì
10:00 – 14:00 – sportello legale (18/26 anni)
14:00 – 18:00 – sportello di orientamento sociale
Venerdì
10:00 – 14:00 – sportello di orientamento sociale
16:30 – 19:30 – Sportello legale
Supporto digitale
Martedì 9:30 – 14:00
Mercoledì 10:00 – 15:00
Giovedì 9:30 – 16:30
Per informazioni e supporto telefonico chiama il Numero Verde per richiedenti asilo e rifugiati di Arci:
800 905 570 (Italia)
+39 351 1376335 (WhatsApp, Lycamobile e dall’estero)
Risponde dal lunedì al venerdì, 9:30–17:00, con segreteria multilingue sempre attiva e una rete di mediatori linguistici che risponde in 35 lingue.
Oppure scrivici una mail: numeroverderifugiati@arci.it
NABILA è un servizio che offre ascolto, supporto e orientamento a persone migranti e rifugiate con disabilità o altre fragilità.
Puoi chiamare gratuitamente il Numero Verde 800 999 977.
Se preferisci parlare di persona, puoi prendere un appuntamento presso l’Ufficio Immigrazione di Arci Nazionale, Via dei Monti di Pietralata 16 – Roma.
U-Report On The Move è uno spazio sicuro dove puoi ricevere supporto legale ma anche parlare, in modo libero e sicuro, delle tue emozioni, dei tuoi problemi e di ciò che ti preoccupa.
Unə professionista ti ascolta e ti aiuta a trovare il supporto giusto per te.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00.
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