Riforma concorsi pubblici 2023: inclusione di rifugiati/e e stranieri/e nelle selezioni

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La riforma dei concorsi pubblici (decreto legge n. 80/2021, convertita nella legge n. 113 il 6 agosto 2021), introduce importanti modifiche per migliorare l’accesso e la qualità del reclutamento della Pubblica amministrazione. Tra le novità più importanti:– Oltre a cittadini/e italiani/e, possono candidarsi per i concorsi pubblici anche le persone con status di rifugiato e cittadini/e dell’Unione Europea che possiedono il diritto di soggiorno o un permesso di soggiorno UE di lungo periodo;
– Sono garantite maggiori tutele per la genitorialità, la parità di genere e per chi ha specifici disturbi dell’apprendimento;
– Viene fissato il limite massimo di 6 mesi per la conclusione della procedura del concorso;
– Per candidarsi ai concorsi pubblici bisognerà utilizzare esclusivamente il portale del reclutamento “inPA”, www.InPA.gov.it . La registrazione al portale è gratuita e può essere realizzata esclusivamente mediante i sistemi di identificazione SPID, CIE e CNS.

Consulta la pagina “SPID: a cosa serve, chi può richiederlo e come”

Il portale ha l’obiettivo di migliorare la qualità del reclutamento della Pubblica amministrazione attraverso un sistema innovativo digitale che semplifica e velocizza l’incontro tra domanda e offerta di lavoro pubblico.
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