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FAQ – Permesso di soggiorno

È un documento rilasciato dalle autorità italiane che attribuisce allo straniero il diritto di soggiorno sul territorio dello Stato. Può essere di durata variabile.

Il permesso di soggiorno deve obbligatoriamente essere richiesto entro otto giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio italiano. Il ritardo è giustificato solo per cause di forza maggiore. Il permesso di soggiorno non va richiesto nei casi di ingresso e soggiorno in Italia per visite, affari, turismo e studio di durata non superiore ai tre mesi per i quali è sufficiente la dichiarazione di presenza

Come richiedere il primo permesso di soggiorno per motivi di lavoro o ricongiungimento familiare?

Se il cittadino straniero entra in Italia per motivi di lavoro o ricongiungimento familiare e sta richiedendo il primo rilascio del permesso di soggiorno, dovrà recarsi presso lo Sportello Unico Immigrazione (SUI) della Prefettura competente (qui la mappa), sempre entro otto giorni dall’ingresso. La richiesta di appuntamento può essere fatta tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), allegando copia del visto e del timbro d’ingresso. Seguirà la convocazione della persona straniera al SUI per:

  • presentare la documentazione originale richiesta;
  • ritirare l’apposito kit postale;
  • per cittadini tra i 16 e i 65 anni, firmare accordo d’integrazione (leggere Faq specifica)

Il visto per lavoro autonomo consente l’ingresso in Italia allo straniero che intenda esercitare un’attività professionale o lavorativa non subordinata. Per ottenerlo, è possibile entrare all’interno delle quote del DPCM di programmazione dei flussi di ingresso, o al di fuori di esse, anche se quest’ultima possibilità è assai limitata nella pratica. Inoltre, occorre dimostrare di disporre di mezzi finanziari adeguati e l’attività che si intende svolgere non deve essere riservata dalla legge ai cittadini italiani o dell’Unione Europea.

Se si chiede il rilascio di altre tipologie di permesso di soggiorno per: 

  • attesa occupazione; attesa riacquisto cittadinanza; protezione internazionale; conversione permesso di soggiorno; famiglia; lavoro autonomo; lavoro subordinato; lavoro casi particolari; lavoro subordinato-stagionali; missione; motivi religiosi; residenza elettiva; status apolide (rinnovo); studio (permesso di lunga durata); tirocinio formazione professionale; carta blu UE; aggiornamento permesso di soggiorno (indirizzo, passaporto, stato civile, inserimento figli)

vanno presentate dall’interessato presso gli Uffici Postali abilitati, utilizzando l’apposito kit disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati ed i Comuni abilitati.

La richiesta di rilascio va invece presentata direttamente alla Questura nei casi di permesso per motivi di:

  • richiesta protezione internazionale; protezione sussidiaria; 1° rilascio protezione internazionale; cure mediche; gara sportiva; giustizia; integrazione minore; invito; minore età; familiari (in caso di permesso rilasciato allo straniero non espellibile ex art. 19 T.U.); umanitari; status apolidia; vacanze lavoro, e in ogni altro caso non esplicitamente menzionato.

È necessario presentare, in via generale, i propri documenti di identificazione (es. passaporto) e i documenti specifici previsti dalla tipologia di permesso di soggiorno richiesto. Per maggiori informazioni, si consiglia di rivolgersi ad un ufficio postale abilitato, in Questura, a un patronato o a un Comune abilitato.

La Questura trattiene una copia di tutti i documenti. Un’altra copia verrà, invece, consegnata come ricevuta.

Attenzione: al momento della presentazione della pratica allo sportello postale, lo straniero riceverà una comunicazione di convocazione nella quale sarà indicato il giorno in cui dovrà presentarsi in Questura munito di fotografie e sarà sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici (impronte digitali).

I documenti da presentare sono:

  • marca da bollo di 16 euro;
  • versamento, tramite relativo bollettino prestampato (PSE), la cui ricevuta deve essere allegata alla domanda, 30,46 euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico;
  • versamento tramite bollettino disponibile presso gli uffici postali, un contributo compreso tra i 40 e i 100 euro in base tipologia ed alla durata del permesso richiesto.

Attenzione: sono esentati dal versamento del contributo:

  • i minori di anni 18;
  • figli minori anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio;
  • chi ha un permesso di soggiorno per cure mediche;
  • cittadini stranieri che richiedono il rilascio o il rinnovo del permesso per richiesta e rilascio di protezione internazionale;
  • richiedenti la conversione di un titolo di soggiorno in corso di validità;
  • richiedenti l’aggiornamento del titolo di soggiorno;
  •  i familiari di cittadini comunitari che soggiornano ai sensi del D. Lgs. 30/2007.

La durata del permesso di soggiorno rilasciato è pari a quella del visto di ingresso, se previsto, e comunque per:

lavoro subordinato con contratto a tempo indeterminato

massimo 2 anni;

lavoro subordinato con contratto a tempo determinato

pari alla durata del rapporto o al massimo 1 anno;

lavoro autonomo

massimo 2 anni

lavoro stagionale

massimo 9 mesi (a prescindere dal settore lavorativo);

attesa occupazione

almeno 1 anno, ovvero per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito eventualmente percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore (L. 92/2012);

studio e formazione

1 anno rinnovabile;

familiari

come per il familiare titolare del diritto al ricongiungimento, o al massimo 2 anni;

richiesta protezione internazionale

6 mesi, rinnovabili di 6 mesi in 6 mesi fino al completamento della procedura;

protezione internazionale (status e sussidiaria)

5 anni

protezione speciale

2 anni

casi speciali

6 mesi e rinnovabile per 1 anno o più a lungo;

permesso per calamità

6 mesi

permesso per atti di particolare valore civile

2 anni

volontariato

di norma 1 anno o al massimo 18 mesi

ricerca scientifica

pari a quella del programma di ricerca (D. Lgs. 17/2008)

Il rinnovo del permesso di soggiorno va richiesto (tramite gli uffici postali o alla Questura, a seconda dei motivi del rinnovo) almeno 60 giorni prima della scadenza. Tale termine è meramente indicativo, e in caso di inosservanza non è prevista un’immediata sanzione. Viene invece considerato irregolare lo straniero con permesso di soggiorno scaduto da più di 60 giorni, senza che ne sia stato richiesto il rinnovo.

In caso di richiesta di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno la persona può contare sulla piena legittimità del soggiorno e svolgere attività lavorativa a condizione che:

  • la richiesta sia stata presentata prima della scadenza del permesso, o entro sessanta giorni dalla scadenza dello stesso;
  • sia stata rilasciata dal competente ufficio la ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rilascio o di rinnovo del permesso.

In questa fase si può, quindi, iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale, rinnovare la Carta di identità scaduta, fare un cambio di residenza, godere delle prestazioni previdenziali, prendere la patente di guida, ecc.

Il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato se si è interrotto il soggiorno in Italia, permanendo all’estero, per un periodo continuativo superiore a 6 mesi, o superiore alla metà del periodo di validità del permesso di soggiorno, a meno di gravi motivi (servizio militare e simili). Il rinnovo del permesso di soggiorno viene, inoltre, rifiutato in mancanza dei requisiti stabiliti dalla legge per il rilascio.

studio, tirocinio o formazione
Prima della sua scadenza in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro nell’ambito delle quote stabilite dal decreto flussi. Se non convertito, può comunque essere utilizzato per lavorare nei limiti delle 20 ore settimanali.

lavoro stagionale
Prima della sua scadenza in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro nell’ambito delle quote stabilite dal decreto flussi.

minore età (art.32, comma 1-bis)

protezione sociale (ora denominato casi speciali, art 18 e 22, 12 quater)

vittime di violenza domestica (ora denominato casi speciali) (art.18–bis)

permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell’Unione Europea (art.9–bis)

protezione speciale (di cui all’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25)

per calamità (di cui all’articolo 20-bis)

per residenza elettiva (di cui all’articolo 11, comma 1, lettera c-quater), del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394)

per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide

per attività sportiva

per lavoro di tipo artistico

per motivi religiosi

per assistenza di minori

per cure mediche

Attenzione: I permessi di soggiorno rilasciati in attesa del riconoscimento della protezione internazionale, consentono dopo due mesi dalla presentazione della domanda di svolgere attività lavorativa, ma non possono essere convertiti in altro titolo di soggiorno.

I titolari di permesso di soggiorno possono:

  • iscriversi presso i Centri per l’Impiego ed avere la scheda professionale;
  • iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale;
  • iscriversi all’INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale);
  • iscriversi all’INAIL (Istituto Nazionale per gli Infortuni sul Lavoro);
  • richiedere l’iscrizione anagrafica presso il Comune di residenza;
  • aderire e/o promuovere un’associazione;
  • iscriversi al sindacato;
  • accedere all’educazione e alla formazione.

Hanno l’obbligo di esibire il permesso di soggiorno insieme al passaporto o altro documento di identità nei seguenti casi:

  • agli impiegati della pubblica amministrazione, se necessitano di licenze, autorizzazioni, iscrizioni, ecc.
  • a richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza; se si rifiuta di mostrare i documenti, si può essere puniti con l’arresto fino ad 1 anno e con l’ammenda fino ad euro 2.000. L’autorità di pubblica sicurezza, quando sussista un valido motivo, può richiedere anche informazioni e prove sul reddito (da lavoro o da altra fonte legittima), sufficiente a sostenere il cittadino straniero ed i suoi familiari conviventi in Italia.
  • Hanno inoltre l’obbligo di comunicare al Questore competente per territorio le eventuali variazioni del domicilio abituale, entro i quindici giorni successivi. Tale comunicazione può essere assolta anche tramite dichiarazione di ospitalità e/o cessione di fabbricato nei casi e nei modi previsti dalla legge.

No: il permesso di soggiorno rimane valido fino alla sua scadenza e, comunque, ad esclusione del lavoratore stagionale, per un periodo complessivo non inferiore a 1 anno. Se non si trova un nuovo contratto di lavoro prima della scadenza del permesso di soggiorno, è possibile richiedere il permesso di soggiorno per attesa occupazione.

L’accordo di integrazione è un documento che il cittadino straniero deve firmare e con cui si impegna verso lo Stato italiano a raggiungere specifici obiettivi di integrazione, tramite il compimento di un percorso linguistico, civico e sociale, da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiorno.

All’atto della sottoscrizione, allo straniero vengono assegnati 16 crediti, che potranno essere incrementati mediante l’acquisizione di determinate conoscenze (lingua italiana livello A2, principi fondamentali della Costituzione, vita civile in Italia) o lo svolgimento di attività. I crediti vengono ridotti in caso di commissione di illeciti penali, amministrativi e tributari. 

L’accordo prevede che entro due anni lo straniero raggiunga la quota di 30 crediti per poter rimanere sul territorio nazionale.

Fonte: Portale Integrazione Migranti (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Ministero dell’Interno; Ministero dell’Istruzione).

Leggi anche:

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FAQ – Ingresso per lavoro

Il numero di cittadini stranieri da ammettere in Italia per lavoro subordinato (anche stagionale) o autonomo viene definito nell’ambito di “quote d’ingresso” stabilite nei decreti sui flussi, che determinano il numero massimo di stranieri provenienti da paesi terzi che possono entrare in Italia per lavoro. Nei casi stabiliti dalla legge si può entrare per lavoro anche al di fuori delle quote.

Questa tipologia di visto può essere richiesto per coloro che hanno la nazionalità di uno dei Paesi indicati ogni anno dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) che programma i flussi di ingresso per lavoro stagionale nei soli settori turistico-alberghiero e agricolo: al rilascio del nullaosta al lavoro, il lavoratore straniero può entrare in Italia ed attivare la procedura per richiedere il permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

Il visto per lavoro autonomo consente l’ingresso in Italia allo straniero che intenda esercitare un’attività professionale o lavorativa non subordinata. Per ottenerlo, è possibile entrare all’interno delle quote del DPCM di programmazione dei flussi di ingresso, o al di fuori di esse, anche se quest’ultima possibilità è assai limitata nella pratica. Inoltre, occorre dimostrare di disporre di mezzi finanziari adeguati e l’attività che si intende svolgere non deve essere riservata dalla legge ai cittadini italiani o dell’Unione Europea.

Queste FAQ sono parte del Vademecum “Benvenute e benvenuti in Italia” realizzato nell’ambito del progetto Before U Go

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Asilo e immigrazione Before you go Faq

Faq – Arrivo in Italia

Il visto di ingresso è un’autorizzazione, rilasciata dal Consolato o dalla Rappresentanza Diplomatica Consolare competente, che permette l’ingresso delle persone straniere nello Spazio Schengen o nel territorio italiano; viene applicato sul passaporto o su un altro documento valido.

Possono richiederlo i cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione Europea o apolidi, che intendono arrivare in Italia per i seguenti motivi:

  • adozione, affari, cure mediche, diplomatico, motivi familiari, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricerca, studio, transito aeroportuale, transito, trasporto, turismo, vacanze-lavoro e volontariato.

Tuttavia chi giunge in Italia in assenza di visto non può essere respinto se:

  • richiede e beneficia della protezione internazionale;
  • è minore di 18 anni, salvo il diritto a seguire il genitore o l’affidatario espulsi;
  • gode di misure di protezione temporanea per motivi umanitari;
  • beneficia di misure temporanee legate a “casi speciali”;
  • è in stato di gravidanza e nei sei mesi successivi al parto.

Una volta passati i controlli, le Autorità di frontiera timbrano il passaporto riportando la data e il luogo di transito.

Attenzione: se si dichiara il falso o si presentano documenti falsi, si è punibili penalmente e la domanda sarà respinta.

Queste FAQ sono parte del Vademecum “Benvenute e benvenuti in Italia” realizzato nell’ambito del progetto Before U Go

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corsi Evidenza

Migriricerca II: Fieri offre una borsa di formazione per giovani con retroterra migratorio

E’ online il bando Migriricerca II promosso da FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione) che garantisce a giovani con retroterra migratorio una borsa di formazione per fare ricerca sociale. Giunto quest’anno alla seconda edizione, il bando si avvale del sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e nasce da un presupposto: pur rappresentando le migrazioni per le scienze sociali un oggetto di forte interesse, la ricerca sui fenomeni migratori e sui processi di inclusione ed esclusione sociale ad essi connessi è quasi interamente prodotta da ricercatori nativi, privi di un’esperienza migratoria a livello individuale e/o familiare. Questa circostanza interessa anche il contesto italiano, dove, nonostante l’immigrazione rappresenti da decenni un elemento decisivo della demografia nazionale, i giovani migranti o con retroterra migratorio sono  sottorappresentati nelle professioni culturali e, specialmente, nel mondo accademico. Allargare questa rappresentanza non è solo una questione di giustizia sociale, ma anche di qualità della ricerca.

Per candidarsi al bando c’è tempo fino al 30 giugno 2022.

Requisiti
  • essere nati/e all’estero e immigrati/e in Italia o avere un retroterra migratorio
  • età inferiore a 30 anni (non ancora compiuti al momento della presentazione della candidatura) o a 32 (non ancora compiuti al momento della presentazione della domanda se il/la candidato/a ha conseguito un Dottorato di ricerca)
  • aver conseguito (in Italia o all’estero) una laurea specialistica o Magistrale o un Dottorato di ricerca in una delle seguenti aree disciplinari: Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche; Area 12 – Scienze giuridiche; Area 13 – Scienze economiche e statistiche; Area 14 – Scienze politiche e sociali.
Informazioni sulla borsa

Le attività sostenute dalla borsa inizieranno il 1° settembre 2022 e termineranno il 31 agosto 2023. L’importo della borsa, che sarà erogata tramite un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, sarà di 16.800 euro netti, versati in 12 mensilità.

Come candidarsi

Ecco la documentazione da inviare:

Questi ambiti tematici non sono tuttavia da considerarsi tassativi: la Commissione valuterà anche proposte progettuali focalizzate su temi differenti, purché connesse ai fenomeni migratori. Il progetto dovrà avere una lunghezza indicativa di 12.000 battute (spazi inclusi), che esponga il tema di cui il/la candidato/a intende occuparsi, il metodo di lavoro che intende adottare e il tipo di prodotto che intende ricavare dalla ricerca.

Come candidarsi

Le candidature dovranno essere inviate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica fieri@fieri.it entro il 30 giugno 2022 (oggetto: BANDO MIGRICERCA II). Le candidature che giungeranno oltre il termine non saranno accettate. Maggiori informazioni sul bando ufficiale Migriricerca II.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a Yassin Dia (fieri@fieri.it, 011-5160044).

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Evidenza Salute Ucraina

Deroga al riconoscimento dei titoli per il personale sanitario ucraino in possesso di EQPR

Medici, infermieri e OSS ucraini potranno esercitare la loro professione in Italia. Come ottenere il Passaporto europeo delle qualifiche?

Importante deroga al riconoscimento dei titoli professionali per medici, infermieri e Oss ucraini (che prima del 24 febbraio vivevano in Ucraina) in possesso del Passaporto Europeo delle qualifiche (EQPR). Potranno infatti essere impiegati presso strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private con contratti a termine, contratti di collaborazione o come liberi professionisti.

Contestualmente alla deroga sopra menzionata, è stata pubblicata la circolare del 22 marzo che riprende i punti salienti del decreto.

Cos’è l’EQPR

Il Passaporto Europeo delle Qualifiche per i Rifugiati (EQPR) è un documento che si compone di due parti: una parte di valutazione e una parte esplicativa. La parte relativa alla valutazione del passaporto europeo delle qualifiche contiene informazioni sulle qualifiche più elevate conseguite da chi ne è in possesso, sulla disciplina accademica, su altre qualifiche pertinenti, nonché sull’esperienza lavorativa pertinente e sulle competenze linguistiche (nei casi in cui è possibile comprovarle). La parte esplicativa contiene informazioni sullo stato del documento e una breve descrizione del progetto di riferimento.

L’EQPR non è un atto di riconoscimento ufficiale ma sicuramente è un importante strumento internazionale che ha come obiettivo quello di valutare le qualifiche dei rifugiati per i quali la documentazione è insufficiente o mancante. 

Come richiedere l’EQPR

Per avviare la richiesta iscriversi a questo link e compilare il form con le informazioni richieste.

 

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Evidenza

Come richiedere i 300 euro al mese per ucraini in Italia

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE venerdì 29 aprile: è stata attivata la piattaforma del Dipartimento della Protezione Civile per richiedere il contributo di sostentamento (300 euro al mese) per le persone in fuga dall’Ucraina.


Dopo il DPCM che ha regolamentato il tema della protezione temporanea per i cittadini ucraini, in cui sono stati precisati alcuni aspetti sulla protezione temporanea riconosciuta ai cittadini ucraini fuggiti in conseguenza dell’attuale conflitto, è stata emessa dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri l’ordinanza 881 del 29 marzo 2022 con ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per assicurare, sul territorio nazionale, l’accoglienza, il soccorso e l’assistenza alla popolazione in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina. Vediamo le informazioni principali.

Accoglienza diffusa

La Protezione Civile pubblicherà degli avvisi  per  acquisire manifestazioni di interesse di rilievo nazionale, che si rivolgono a: enti del terzo settore, Centri di servizio per  il  volontariato,  associazioni e enti religiosi per consentire lo svolgimento, anche in forma aggregata, di attività  di  accoglienza  diffusa  sul  territorio  nazionale  per le  persone  richiedenti   la   protezione   temporanea.

Contributo di sostentamento

Il Dipartimento di Protezione Civile riconosce un contributo di sostentamento pari a 300 euro al mese, per un massimo di 3 mesi, alle persone ucraine richiedenti protezione temporanea, provenienti dall’Ucraina o da altri paesi, che abbiano trovato un alloggio autonomo. Non ne ha diritto chi usufruisce di altre forme di assistenza alloggiativa. I 3 mesi hanno inizio con la data di presentazione della richiesta della protezione temporanea e comunque non possono superare la data del 31 dicembre 2022; per coloro che trovano lavoro in Italia, la cifra verrà corrisposta per un massimo di 2 mesi. In presenza di minori, viene riconosciuto al genitore, tutore legale o affidatario un ulteriore contributo di 150 euro al mese per 3 mesi per ogni figlio di età inferiore ai 18 anni.

In che modo si ottiene?

E’ possibile presentare la domanda accedendo ad una apposita piattaforma informatica resa disponibile dal Dipartimento della Protezione Civile. Il beneficiario dovrà poi presentarsi con il proprio documento di identità e la ricevuta della richiesta di permesso per protezione temporanea rilasciata dalla Questura presso qualunque istituto di credito presente sul territorio nazionale. I soggetti beneficiari, anche se non titolari di conto corrente presso un istituto di credito italiani, riceveranno la somma in contanti.

Disposizioni in materia di assistenza sanitaria

Le persone destinatarie della protezione temporanea sono equiparate, ai fini dell’accesso al Servizio Sanitario Nazionale, ai cittadini italiani.  Verrà rilasciato loro un codice fiscale e con quello si potrà accedere alle prestazioni sanitarie.

Come fare domanda

Per richiedere il contributo hai bisogno del tuo Codice Fiscale, di un cellulare e una email. In base al tempo trascorso tra la domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea e la richiesta che presenti sulla piattaforma, il contributo potrà esserti riconosciuto per una quota mensile, per due quote mensili o per l’intero ammontare.

Clicca qui sotto se devi richiedere il contributo per la prima volta o per quote successive nel caso in cui non ti sia stato già riconosciuto l’intero ammontare.

RICHIEDI IL CONTRIBUTO

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Minori Ucraina

Studenti ucraini: il Ministero dell’Istruzione dedica una sezione all’accoglienza

Il Ministero dell’Istruzione ha deciso di riservare una speciale sezione dedicata all’accoglienza degli studenti provenienti dall’Ucraina in fuga dalla guerra che stanno arrivando in Italia, che potranno così proseguire il loro percorso scolastico ed educativo nel sistema italiano.

La pagina si articola in 4 sezioni distinte, ognuna con importanti informazioni:

  • I Documenti del Ministero“, con tutti i documenti ufficiali sull’accoglienza degli alunni e degli studenti ucraini
  • Materiali per l’accoglienza e l’apprendimento“, con contributi per la formazione dei docenti, linee guida per l’accoglienza degli alunni stranieri, informazioni sul sistema scolastico in Ucraina, spunti per la riflessione pedagogica e didattica nelle scuole, documenti europei
  • I racconti“, per raccogliere le storie degli alunni e degli studenti accolti e quelle delle scuole che hanno aperto le loro porte (che si possono segnalare a comunicazione.istituzionale@istruzione.it)
  • Le notizie utili“, con le ultime news, comunicati stampa e aggiornamenti relativi all’accoglienza di studenti ucraini

 

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Evidenza Regole e comportamenti

Decreto Flussi: proroga domande al 30 settembre

decreto flussi

E’ stato prorogato al 30 settembre 2022 il termine per presentare le domande per conversione dei permessi di soggiorno e per l’ingresso dei cittadini non comunitari inseriti in progetti di formazione all’estero. Il decreto flussi (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre)  ha fissato a 69.700 la quota massima dei lavoratori stranieri che possono fare ingresso in Italia per lavorare.

Nello specifico, si possono ancora presentare le domande per:

1) conversione dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo
Ad oggi risultano all’incirca il 45% di domande rispetto alle quote disponibili.

2) ingressi in Italia per cittadini non comunitari residenti all’estero che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei paesi di origine
Non è infatti ancora stata raggiunta la quota di n. 100 ingressi per lavoratori che abbiano completato programmi di istruzione e formazione nei Paesi di origine (ai sensi dell’art. 23 dlgs 25 luglio 1998 n.286).

Come fare domanda

Per avviare la procedura, il datore di lavoro (italiano o straniero regolarmente residente in Italia) deve richiedere il nulla osta per l’assunzione di un lavoratore non comunitario, compilando online il modulo a questo link: https://nullaostalavoro.dlci.interno.it 

Per presentare domanda c’è tempo fino al 30 settembre 2022 (non più 17 marzo 2022) e sarà data precedenza all’ordine cronologico.

NB: per compilare le domande è necessario avere un’identità SPID.

Il progetto Before You Go, che terminerà il 30 settembre 2022, ha facilitato finora proprio l’inclusione di 583 persone che intendono intraprendere un percorso migratorio in Italia, preparandole nei loro Paesi di origine dal punto di vista culturale, linguistico, sociale e lavorativo. Per maggiori informazioni sul progetto visita questo link. 

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Evidenza Lavoro

Un kit informativo multilingue contro lo sfruttamento sul lavoro

Un kit informativo multilingue promosso dall’help desk interistituzionale anticaporalato per l’informazione e l’accesso ai servizi da parte dei lavoratori stranieri in Italia. Le schede sono disponibili nelle seguenti lingue:

Qualche info

L’help desk interistituzionale anticaporalato nasce nell’ambito del progetto P.I.U.Su.Pr.Eme. (Percorsi individualizzati di Uscita dallo Sfruttamento), un progetto co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione e dall’Unione Europea, PON Inclusione – Fondo Sociale Europeo 2014-2020.

Ha come obiettivo quello di identificare le vittime di caporalato in Italia fornendo loro supporto e favorendo accesso all’offerta dei servizi territoriali e alle diverse azioni progettuali.

Contatti

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corsi Evidenza Ucraina

Consiglio Nazionale delle Ricerche, 66 borse di studio per studenti, ricercatori e docenti ucraini

borse di studio cnr

Il Consiglio di amministrazione del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), il più grande ente di ricerca italiano, ha approvato lo stanziamento di 66 borse di studio in favore di studenti, ricercatori e docenti di nazionalità ucraina. 

IL CNR è un Ente pubblico di ricerca nazionale con competenze multidisciplinari, vigilato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Fondato nel 1923, realizza progetti di ricerca scientifica nei principali settori della conoscenza e ne applica i risultati per lo sviluppo del Paese, promuovendo l’innovazione, l’internazionalizzazione del “sistema ricerca” e favorendo la competitività del sistema industriale.

Le attività vengono svolte da circa 8.500 dipendenti operanti su tutto il territorio nazionale, di cui oltre 7.000 impegnati in ricerca e attività di supporto alla ricerca.

Il CNR, inoltre, è il maggior Ente non universitario coinvolto nei dottorati di ricerca degli atenei italiani, con l’obiettivo di contribuire all’alta formazione dei giovani mediante percorsi caratterizzati da altissimo profilo scientifico, innovazione e qualità della ricerca.

Info utili

L’intervento vede coinvolti tutti i Dipartimenti del Cnr, ed è frutto di una tempestiva e accurata analisi e ricognizione delle risorse disponibili, portata avanti in tempi rapidi dalla rete scientifica. Le 66 borse di studio sono ripartite fra i diversi Dipartimenti dell’Ente. Copriranno quindi tutte le aree disciplinari del CNR, e nello specifico:

  • Ingegneria
  • ICT e tecnologie per l’energia e i trasporti
  • Scienze fisiche e tecnologie della materia
  • Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente
  • Scienze chimiche e tecnologie dei materiali
  • Scienze biomediche
  • Scienze bio-agroalimentari
  • Scienze umane e sociali, patrimonio culturale

Per 32 borsisti ci sarà anche la possibilità usufruire di un posto letto in strutture direttamente o indirettamente associate al CNR. Inoltre, alcuni Istituti afferenti al Dipartimento di Ingegneria, ICT e tecnologie per l’energia e i trasporti e al Dipartimento Scienze bio-agroalimentari hanno offerto anche la propria disponibilità a finanziare 10 assegni di ricerca, un’opportunità che verrà meglio dettagliata più avanti.

Per maggiori informazioni:

COMUNICATO STAMPA

INDIRIZZI EMAIL: marco.ferrazzoli@cnr.it; ufficiostampa@cnr.it

TELEFONO: 06 4993 3383

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